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Film e fumo: presenza di tabacco più alta in Europa che USA

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Pubblicato il: 04-11-2015

Sanihelp.it - Nella pellicola politicamente scorretta «Thank you for smoking» il protagonista, un lobbista appartenente all'industria del tabacco, per aumentare il consumo di sigarette, in forte calo a causa delle campagne d'informazione e sensibilizzazione riguardanti il problema della dipendenza da nicotina, ha un'idea: convincere Hollywood a imporre il fumo agli attori dei propri film, di modo da restituire fascino al prodotto. Si sa che l'industria cinematografica americana è tra le più ricche e potenti, sfornando ogni anno grandi produzioni che vengono seguite in maniera quasi religiosa da milioni di fans in tutto il mondo: dunque, il potenziale subliminale dei messaggi che lanciano certe pellicole risulta davvero enorme.

Tuttavia, se qualcuno nella realtà ha avuto la stessa idea del lobbista Nick Nailor citata in precedenza, finirà col rimanere deluso: è molto più probabile vedere inserito del fumo in un film europeo, o sudamericano, rispetto a quelli statunitensi. Almeno questo è ciò che emerge da un'analisi condotta da un team internazionale di esperti americani, messicani, argentini e tedeschi, pubblicata sulla rivista specializzata BMC Public Health. Nello stesso articolo, si legge un invito a proibire l'uso del tabacco in quelle pellicole che utilizzano sussidi pubblici per la propria realizzazione: questo perché vari studi hanno confermato che la visione di star del cinema che fumano provoca nei giovani la spinta ad emularli.

Gli esperti hanno confrontato la visione di 502 prodotti americani con quella di 337 film prodotti in nazioni europee o latine: tutte le pellicole in questione sono state girate tra il 2004 e il 2009, e si sono rivelati dei successi al botteghino. In particolare, lo studio si è concentrato sulla presenza o meno di protagonisti che indugiavano nel vizio del tabacco o dell'alcol, il periodo di tempo in cui si vedono impegnati in queste attività, e la decisione di renderne la visione adatta ad un pubblico inferiore ai 14 anni o meno. Strano a dirsi, in cima alla classifica dei personaggi principali con la sigaretta in mano si è situata l'Islanda, seguita a ruota da Italia e Argentina: per quel che concerne i film adatti ai più giovani, la maggior presenza di fumo invece è stata riscontrata per le produzioni tedesche.

In ogni caso, i film americani si sono posizionati in fondo ad entrambe le classifiche, mentre invece per tutti i paesi presi in considerazione, sei europei, due latinoamericani e appunto gli USA, la presenza di alcol era piuttosto massiccia, con percentuali che si oscillavano tra il 75% e il 97% delle pellicole visionate. Ad ogni modo, a preoccupare in maniera particolare gli esperti era la presenza del tabacco, che risultava alta anche in quei paesi in cui le sovvenzioni da parte delle industrie del tabacco sono proibite per legge: per questo, il gruppo di ricercatori ha deciso di affidare anche un appello alla propria analisi, che andasse a sensibilizzare i vari enti statali dall'evitare di finanziare film in cui compaiono protagonisti fumatori. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
BMC Public Health

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