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Ne soffrono 8 bambini su 10

Il mal di testa da scuola esiste: parola di neurologo

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Pubblicato il: 24-11-2015

Come si riconosce e soprattutto come si combatte il mal di testa da scuola? La parola all'esperto, che dice ai genitori: non scambiate gli attacchi per capricci.

Il mal di testa da scuola esiste: parola di neurologo © Thinstock

Sanihelp.it - Che dolore la scuola! Lo sanno almeno 8 bambini italiani su 10. La scuola è infatti una delle cause riconosciute del mal di testa in bambini e ragazzi, anche di tipo emicranico, con attacchi pulsanti che si irradiano dietro l’occhio e nella zona della tempia.

Si tratta di attacchi che possono essere anche frequenti (da 1 a 3 volte nell’arco di un solo mese) accompagnati, nei contesti più gravi, da nausea e vomito e che possono tenere lontani da scuola fino a 7-8 giorni in un anno, con assenze superiori a quelle per stati influenzali o malattie bronchiali.

A risentirne, naturalmente, il rendimento scolastico: cala la concentrazione, aumentano la difficoltà di apprendimento e gli stati di ansia. Ad avere la peggio sono soprattutto gli adolescenti – in particolare le ragazze, in cui le percentuali di emicranie e cefalee possono incrementare fino a raggiungere punte del 20% contro solo il 5-10% fra i maschi – e i figli di genitori emicranici da cui ereditano il problema nel 60% dei casi.

Senza contare poi le influenze che su queste componenti genetiche possono giocare: i fattori ormonali, gli stati umorali, ambientali, uno stile alimentare irritante, il tempo trascorso davanti a monitor di tablet e pc, e le ridotte ore di sonno.

«In Italia – ha dichiarato Bruno Colombo, coordinatore del dipartimento di neurologia, centro cefalee, all'IRCCS San Raffaele di Milano, al congresso nazionale di Paidòss, l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza – l’80% dei bambini e degli adolescenti in età scolare, specie fra gli 11 e i 15 anni, ha riferito di aver sofferto di almeno un episodio di mal di testa, anche di tipo emicranico.

Il mal di testa talvolta si accompagna ad altre patologie, come l’iperattività e la distraibilità o qualche disturbo di apprendimento. I quali, a loro volta, possono generare nel bambino o nell’adolescente un aumento di stati di ansia, stress e disturbi dell’umore».

Da non sottovalutare, la frequenza con cui si presentano gli attacchi, specie nei bambini predisposti, quelli cioè con familiarità. Uno studio scientifico, che ha coinvolto un gruppo di studenti americani, ha attestato che nei tre mesi precedenti all’indagine quasi il 60% aveva avuto almeno un attacco.

È possibile stimare che lo stesso quadro sia presente anche fra i nostri giovani, in particolare negli adolescenti in età puberale dove la frequenza di attacchi di emicrania che prima dello sviluppo si assesta sul 5-10% con una predominanza maschile, dopo lo sviluppo raggiunge picchi anche del 10-20% soprattutto nel sesso femminile, con episodi anche seri. Tanto che le più recenti stime parlano di cefalee non occasionali ma ricorrente ovvero con da 1 a 3 giorni di mal di testa in un mese.

Sono molteplici i campanelli di allarme, specie nei bambini piccoli, non ancora in grado di esprimere il proprio malessere. Innanzitutto un cambiamento comportamentale, che tende a portare all’isolamento: il bambino sta in disparte, non gioca, non guarda la televisione, prova fastidio verso suoni, odori, rumori, cerca il buio, coricandosi a letto. O si porta le manine al volto, fino a lamentare nausea e vomito.

«Il genitore che è già sofferente di emicrania – continua Colombo – non deve sottovalutare né i comportamenti né le lamentele dei piccoli, perché oggi abbiamo gli strumenti per intervenire a scopo preventivo: preparati di tipo nutraceutico che possono evitare che il mal di testa assuma un carattere di cronicità.

I composti più utili ed efficaci, in grado di ridurre la frequenza degli attacchi di mal di testa e emicrania e la loro intensità, e molto ben tollerati, si sono dimostrati quelli contenenti magnesio, vitamina B2, coenzima Q10 e estratti di alcune piante, in particolare il partenio e il gilko biloba.

Ma la prevenzione va estesa alla correzione dello stile di vita: evitando quegli alimenti che si sono dimostrati il fattore scatenante dell’attacco (fra quelli più a rischio vi sono il cioccolato, gli insaccati in genere, i wurstel), facendo regolarmente colazione prima di andare a scuola, per evitare cali ipoglicemici che stimolano crisi emicraniche, facendo attività fisica costante, almeno 30 minuti di moto al giorno, e dormendo non meno di 8-10 ore a notte.



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Paidoss

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