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Dieta: le bugie della pubblicità

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Pubblicato il: 21-03-2005

Di fronte all'aumento dell'obesità e alla ricerca di diete miracolose, la pubblicità risponde con allettanti promesse di cibi dietetici. Ma è tutto vero? Sembra di no.

Sanihelp.it - Pochi giorni fa, l’oncologo Umberto Veronesi ha messo in primo piano una verità preoccupante: il 30-40% dei tumori dipende dall’alimentazione.
Senza fare facili allarmismi, è evidente che bisogna smettere di pensare il cibo come un semplice piacere: il cibo è vita, oggi più che mai.

Anche se chi si occupa di prevenzione dei tumori lo ripete da anni, sembra che molti, troppi, di noi si dimentichino di mettere in pratica la regola fondamentale dell’alimentazione: mangiare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (circa 500 grammi), integrati in una dieta equilibrata con carboidrati, lipidi e proteine.

Troppo scontato? Eppure il numero di persone obese aumenta costantemente, e con esso l’ossessione per le diete che promettono di far perdere tanto peso in poco tempo.
Purtroppo, spesso le industrie alimentari approfittano di questo trend: mai come oggi la pubblicità è piena di prodotti light, a basso contenuto di grassi e attenti alla linea.

Ma è tutto vero? Come può il consumatore orientarsi nella selva di belle promesse?
«Innanzitutto bisogna ricordarsi che lo scopo della pubblicità è vendere, mettendo in evidenza gli aspetti positivi e nascondendo quelli negativi», ha spiegato Carla Favaro, docente di Scienze dell’Alimentazione all’Università Bicocca di Milano, durante la conferenza organizzata dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori nell’ambito della settimana nazionale per la prevenzione oncologica (12-21 Marzo 2005).
Le fregature sono sempre in agguato.

La tanto decantata acqua povera di sodio, ad esempio, in realtà è del tutto inutile: contiene mediamente 0,002 mg di sodio per litro, ma se pensiamo che il limite giornaliero di sodio per il nostro organismo è di 2,4 grammi, anche la normale acqua potabile (0,004 mg di sodio per litro) sembra andare benissimo.

Altra bugia è il burro a basso contenuto di colesterolo, che contiene quasi il doppio di acidi grassi saturi (molto più dannosi del colesterolo) rispetto al burro normale.

Lo stesso vale per i cosiddetti oli dietetici, che in realtà di dietetico hanno ben poco, poiché tutti gli oli contengono la stessa quantità di calorie, cioè 9 per grammo.
Eppure la pubblicità continua a condizionare le abitudini alimentari, e quelle dei bambini in particolare, diffondendo messaggi che di per sé sono corretti, ma che poi vengono manipolati con sapienti operazioni di marketing.

Il concetto che i cereali siano utili per una colazione sana, ad esempio, è verissimo; peccato che poi molti di quelli in commercio contengano zucchero, miele, cioccolato in quantità tali da essere meno dietetici di una qualsiasi merendina di pasta frolla.

La parola leggero viene infilata dappertutto, e spesso a sproposito: confrontando le etichette nutrizionali, si scopre che alcuni leggerissimi biscotti di riso in realtà sono più calorici di una fetta di mortadella!

Si potrebbe continuare all’infinito, ma a questo punto la presa in giro è evidente. Per ribellarsi, però, basta confrontare le etichette e a lasciare sullo scaffale i prodotti ingannevoli.

E ricordarsi che per dimagrire non ci sono cibi light che tengano… l’unico modo è ridurre il consumo calorico e aumentare il movimento.

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