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Studenti universitari italiani: rimandati in stile di vita

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Pubblicato il: 11-11-2015

Sanihelp.it - Gli universitari italiani rimandati in stili di vita, studenti peggio delle studentesse. Solo 4 su 10 seguono le raccomandazioni nazionali per il corretto consumo quotidiano di frutta e solo 2 su 10 quelle relative all’assunzione delle giuste quantità di verdura. Troppi i sedentari: ben 3 su 10 non svolgono attività fisica, mentre un numero consistente cede alle lusinghe di tabacco e Bacco: 3 su 10 hanno l’abitudine al fumo e 4 su 10 consumano settimanalmente vino e birra.

Scarsa l’attenzione alla salute riproduttiva per 3 studentesse su 10, che dichiarano di non essersi mai sottoposte a controlli ginecologici. Altissima l’attitudine verso le nuove tecnologie, con rischio di abuso e dipendenza: tutti gli studenti (uomini e donne) hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano smartphone per essere sempre connessi.

Questi, in sintesi, i risultati della ricerca condotta alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e resi noti dai risultati dell’indagine Sportello Salute Giovani.

Solo l'8,5% degli studenti universitari consuma 5 pasti al giorno e più di 1 su 3 non fa colazione ogni mattina; l'11,3% consuma quantità eccessive di caffeina. La maggior parte degli studenti universitari ha un Indice di Massa Corporea nel range di normalità, con 13,7% in sottopeso e 11,2% in sovrappeso o obeso. Si nota una maggiore prevalenza di sovrappeso/obesità nella popolazione maschile (18,5% vs. 7,5%), mentre le condizioni di sottopeso/anoressia sono molto più frequenti in quella femminile (19,4% vs 2,3%).

Il 5% e 3% riferisce di aver guidato, rispettivamente, sotto l'effetto dell'alcol o di sostanze stupefacenti. Il 2,5% ha già contratto una patologia sessualmente trasmessa, principalmente Herpes genitale e Chlamydia. Il 21,8% delle donne ha già fatto ricorso alla pillola del giorno dopo. Ciononostante, emerge anche che il 16,8% non ha ancora avuto il primo rapporto sessuale e che il 24,2% lo ha avuto dopo i 18 anni.

L’indagine ha, inoltre, evidenziato una bassa copertura vaccinale per rosolia, morbillo e parotite. Queste patologie, se prese in età adulta, sono più facilmente associate a complicanze pericolose per la salute, in particolare quella riproduttiva, oltre che, per quanto riguarda la rosolia, temute in caso di gravidanza per le conseguenze negative sul nascituro.

Il 77,1% ha dichiarato di avere una salute buona o molto buona, mentre 25,8% ha riferito di avere - quasi ogni giorno - almeno un uno dei seguenti disturbi: cefalea, mal di stomaco, mal di schiena, stanchezza, nervosismo, vertigini e difficoltà ad addormentarsi. I risultati variano in base al sesso: le donne mostrano, infatti, un benessere percepito più basso rispetto agli uomini e riportano con maggiore frequenza disturbi somatici e psicologici.

Presenti in tutte le età, i comportamenti a rischio tendono a concentrarsi soprattutto tra i giovani. In questo periodo della vita, si esce di solito dal contesto sociale primario (la famiglia, la scuola) per confrontarsi con l’ambiente universitario. Anche se gli stili di vita e la predisposizione verso comportamenti a rischio affondano le radici in un periodo più precoce della vita, l’ambiente universitario dovrebbe essere un luogo in cui promuovere la salute dei giovani.

Per questo motivo sono stati attivati - presso le sedi di Roma, Milano, Brescia della Università Cattolica del Sacro Cuore - tre sportelli di counseling, fruibili da parte degli studenti di tutte le Università presenti nel territorio. Gli sportelli, attivi da dicembre 2011 a marzo 2013, hanno avuto un significativo afflusso. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto superiore di sanitÓ e UniversitÓ Cattolica del Sacro Cuore

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