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Tumori: uno sguardo al futuro

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Pubblicato il: 16-03-2005

La lotta ai tumori sta facendi passi avanti su tutti i fronti, dalla diagnosi alla terapia... ma è nella genetica la speranza per la sconfitta definitiva

Sanihelp.it - Di fronte alla vastità di notizie che emergono quasi ogni giorno riguardo ai tumori, fare un punto della situazione sembra doveroso.
Noi ci proviamo, con l’aiuto della Lega italiana per la lotta contro i tumori.

Come prima considerazione, bisogna dire che mai come oggi la sconfitta definitiva del cancro è stata così vicina.
Negli ultimi anni, infatti, sono stati compiuti enormi passi avanti su tutti i fronti della lotta a questo male killer.

La prevenzione, ad esempio, si è evoluta con lo sviluppo di nuove tecnologie legate alla diagnostica per immagini (TAC, RM, PET, TAC-PET), che promettono di garantire in futuro una diagnosi precoce in grado di garantire una cura personalizzata.
E un ulteriore passo avanti si prospetta grazie a particolari marcatori biologici capaci di identificare il gruppo cellulare anomalo e di definire meglio la sua sede.

Anche la chirurgia si sta evolvendo in una direzione sempre meno demolitiva: basti pensare che già oggi la biopsia dei linfonodi sentinella consente di risparmiare circa il 70% degli svuotamenti ascellari legati al tumore al seno.

Lo stesso vale per la radioterapia, che già oggi con la metodologia stereotassica consente di colpire il tumore risparmiando i tessuti circostanti, e in futuro sarà sempre più efficace e mirata grazie alle particelle pesanti e alla radioterapia recettoriale.

In ambito farmacologico, poi, gli studi di farmacogenomica promettono di identificare i profili di predittività di risposta ai farmaci, in modo da evitare gli effetti collaterali e personalizzare i trattamenti.

Ma la vera scommessa del futuro è la genetica: l’obiettivo è sostituire i geni responsabili dell’alterazione maligna delle cellule con geni sani, in modo da sconfiggere il cancro definitivamente.

Il cammino è già iniziato, grazie all’identificazione di geni acceleratori e geni soppressori le cui alterazioni causano disfunzioni cellulari che portano alla nascita delle cellule tumorali.
Ora non resta che continuare, favorendo lo sviluppo di una cultura oncologica completa.

«Gli sforzi di studiosi e ricercatori, infatti, non servirebbero a nulla senza un continuo dialogo tra ricerca, cura, prevenzione, informazione ed educazione sanitaria del pubblico», ha concluso in un editoriale Gianni Ravasi, presidente della sezione milanese della Lega italiana per la lotta contro i tumori.


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Redazione Sanihelp.it

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