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Una sola terapia farmacologica per curare epatite C e HIV?

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Pubblicato il: 11-11-2015

Sanihelp.it - Una sola terapia farmacologica per curare contemporaneamente due patologie, precisamente l’epatite C e l’infezione da HIV? Secondo una ricerca italiana presentata in anteprima mondiale durante la terza giornata del XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in corso in questi giorni a Catania, sarebbe possibile.

La sperimentazione condotta su tre farmaci della ditta AbbVie, inizialmente concepiti per il trattamento dell’epatite C, una malattia responsabile dell'infiammazione e della formazione di tessuto cicatriziale nel fegato, si sarebbero infatti rivelati efficaci anche per contrastare l’infezione da HIV, responsabile di un indebolimento progressivo del sistema immunitario (immunodepressione) e quindi di un aumentato rischio di sviluppare infezioni e tumori.

«I farmaci sono stati confermati efficaci – commenta il Professor Massimo Andreoni, Presidente SIMIT – e a breve ne arriveranno anche di nuovi, creando un armamentario terapeutico ampio ed efficace. Rimane però il problema degli alti costi della terapia, che arrivano a raggiungere anche diverse migliaia di euro. E se si considera che in Italia si parla di un milione di persone infette da epatite C, il problema è davvero complesso».

Proprio il paziente »fragile» o affetto da temibili comorbilità (ovvero da più patologie sovrapposte) ha costituito peraltro una delle tematiche affrontate nel corso del Congresso, soprattutto alla luce dei fenomeni sanitari che stanno interessando i Paesi europei, tra cui rientrano l’arrivo di nuove forme di epatite nonché il ritorno di ‘vecchie’ malattie (tubercolosi, malaria e scabbia).

«Noi conosciamo l’epatite A, l’epatite C, ma per esempio non conosciamo l’epatite E, tipica delle zone tropicali che si inizia ad affacciare anche in Europa – spiega infatti il Professor Bruno Cacopardo – Ci sono poi quelle infezioni ri-emergenti: presenti anni fa, scomparse progressivamente, che oggi ricompaiono, come la sifilide e la tubercolosi, di cui c’è proprio nella provincia di Catania un’escalation delle diagnosi».

«Nella realtà siciliana è stato intrapreso un percorso che, per quanto virtuoso, ha richiesto un grande lavoro degli operatori sanitari, ma i risultati di questo lavoro straordinario si stanno iniziando a vedere – conclude quindi il Professor Tullio Prestileo – La disponibilità dei trattamenti però deve essere completa: questo deve essere l’obiettivo, senza pensare ai costi immediati, ma tenendo conto dei risultati, in termini economici e di benessere sociale, nel lungo periodo».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
XIV Congresso Nazionale della SocietÓ Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT)

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