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Cinque cose che non tutti sanno sulla chirurgia estetica

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Pubblicato il: 18-11-2015

Sanihelp.it - Interventi a scopo estetico eseguiti in modo fraudolento, medici senza specializzazione che rifanno nasi e seni: il mondo della chirurgia estetica ha poche regole ed è bene fare chiarezza per aiutare le persone a orientarsi. Ecco alcune indicazioni da parte degli specialisti dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe).

Primo: gli interventi prettamente estetici non sono mai a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, periodicamente le cronache raccontano di casi di medici accusati di operare persone per motivi estetici facendoli passare per funzionali. Diverso è il caso in cui medici operano in ospedale in rispetto della legge in regime privato, il cosiddetto intra moenia, anche per interventi di tipo estetico: in questi casi l’intervento non è a carico della sanità pubblica ma è pagato dal paziente, con costi equiparabili a quelli dei privati.

Secondo: esistono alcuni casi in cui il Ssn si fa carico degli interventi di chirurgia plastica fra i quali i più comuni sono quelli legati a esiti di malformazioni (acquisite o congenite) e traumi (come incidenti o ustioni). Altre possibili situazioni sono, per esempio, il labbro leporino, asimmetrie mammarie importanti, il seno tuberoso, la gigantomastia e la ricostruzione del seno dopo un intervento di mastectomia.

A carico del Ssn anche gli interventi su obesi in casi ben codificati: quando l’obesità è grave, a rischio è anche la salute quindi la sanità pubblica si fa carico sia degli interventi per perdere peso (la chirurgia bariatrica), sia per correggere gli esiti del forte dimagrimento (per esempio l’addome pendulo).

Ci sono poi dei casi borderline, come le orecchie a sventola dei bambini, a carico del Ssn nel caso in cui tale inestetismo causi problemi psicologici. La rinosettoplastica, ossia la correzione del setto nasale deviato, può essere eseguita nel pubblico, ma non la correzione della gobbetta o dei difetti estetici del naso.

Altra cosa da sapere è che per legge basta una laurea in medicina e chirurgia per operare. Solo nelle strutture sanitarie pubbliche è richiesta la specializzazione, nel privato non è necessario. Ma un lifting, un rinoplastica estetica o un aumento di volume mammario in alcuni casi sono operazioni complesse che non devono essere effettuate da chi non ha un’adeguata preparazione e i titoli.

Quarto: per scegliere il chirurgo non fermatevi alle apparenze o al sito internet. Spesso ci si basa sul passaparola e sul sentito dire, ci si fa lusingare dallo studio elegante o dalla pubblicità o peggio dal prezzo conveniente. Piuttosto controllate il curriculum, l’aggiornamento e l’appartenenza a una società specialistica.

Quinto, non fatevi fuorviare dai casi estremi spesso alla ribalta della cronaca. Sono episodi molto rari e, nella maggior parte dei casi, provengono da pseudo-chirurghi che lavorano senza preparazione e senza scrupoli. 



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Aicpe

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