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Nuovi stili

Il Woga, lo yoga da praticare in acqua

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Pubblicato il: 09-12-2015

Le asana si eseguono più facilmente grazie al galleggiamento

Il Woga, lo yoga da praticare in acqua © Thinstock

Sanihelp.it - Come spesso è stato evidenziato, esistono davvero moltissimi stili di yoga, in grado di incontrare le esigenze di ogni tipo di praticante.

Una delle novità che sono state introdotte negli Stati Uniti è costituita dallo Woga, parola composta da Water (acqua) e Yoga, e che, quindi, sta ad indicare lo yoga praticato in acqua.

È stato Harold Dull, creatore anche del Watsu (cioè dello Shiatzu in acqua), ad introdurre questo tipo di pratica che ha, sicuramente, dei vantaggi.

Infatti, l'acqua consente di pesare di meno sulle articolazioni e sulla schena nell'esecuzione delle asana e questo elemento può essere molto importante per alcune categorie di praticanti, come le donne in gravidanza, le persone in forte sovrappeso e coloro che abbiano subito un infortunio.

Ma come si pratica questo yoga? La lezione si svolge in piscina, con un livello di acqua che può andare dal bacino sino alle spalle a seconda del tipo di pratica che si stia svolgendo. Il movimento dell'acqua massaggia il corpo e anche l'ambiente, soprattutto se adatto allo yoga, può favorire il rilassamento di coloro che stiano seguendo la lezione. Questo, ovviamente, se l'allievo si sente a proprio agio in acqua.



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Stefania D'Ammicco

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