Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Sei genitori su 10 si rivolgono al pediatra

Bimbi: a scuola e a casa, vista sotto controllo

di
Pubblicato il: 15-12-2015

No al fai-da-te, sì ai controlli periodici e occhio ai campanelli d'allarme. Sono le indicazioni degli esperti. La vista è fondamentale sia per il tempo libero che a scuola.

Bimbi: a scuola e a casa, vista sotto controllo © Thinstock

Sanihelp.it - La vista va protetta, fin dal primo sguardo: lo hanno capito le mamme e i papà italiani sempre più desiderosi di informazioni riguardo alla salute degli occhi dei loro piccoli. Nella cura o nelle decisioni che riguardano la vista dei figli, infatti, oltre il 63% si rivolge al pediatra, anche se su alcuni punti c’è moltissimo da fare. 

Il 34% dei genitori, in presenza di secrezioni all’occhio, usa ancora acqua e camomilla o acido borico. Se un occhio è storto il 20% aspetta che torni dritto da solo. Oltre il 10% pensa che il cosiddetto occhio pigro sia una malattia che si cura con il collirio, contro il 56% che sa che è un difetto della vista.

Ancora il 14% ritiene che con la miopia si veda bene da vicino e lontano, ma male alla sera e il 20% bene da lontano e male da vicino, o il 25% porterebbe il bambino alla visita oculistica quando ha imparato a leggere, mentre solo l’11% sa che va effettuata entro i 3 anni e il 62% ritiene che gli occhiali siano prescrivibili dall’oculista dall’inizio della scuola.

Inoltre c’è ancora confusione circa alcuni disturbi che si possono accompagnare a un problema di vista, come mal di testa o occhi arrossati. I dati emergono da un'indagine condotta da Paidòss (Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’adolescenza) fra 1.000 genitori e presentata nel corso dello United Scientific Group International Congress on Advances in Pediatrics a New York.

Ecco i principali campanelli di allarme da osservare, facilmente riconoscibili. La testa del bimbo sempre reclinata da un lato mentre studia, a scuola o a casa, oppure che si avvicina molto al piano di lettura. Palpebre che si strizzano o occhi arrossati da un continuo sfregamento.

Il fastidio alla luce, ma anche un riflesso bianco attorno all’occhio rilevabile da una foto scattata in vacanza sono manifestazioni degne di attenzione e meritevoli di una visita pediatrica e/o specialistica. Indagare su problemi della quotidianità che possono insorgere a scuola, a casa o nel tempo libero, salva i bimbi da implicazioni e rischi alla vista evitabili.

Ecco alcuni comportamenti assunti dal bambino o manifestazioni che i pediatri di Paidòss e della Simpe (Società Italiana di Medici Pediatri) raccomandano ai genitori di osservare perché possono denunciare un problema alla vista. 

Occhi troppo grandi o troppo piccoli, una palpebra abbassata rispetto all’altra, l’iride irregolare nella forma o nel colore, scosse irregolari (nistagmo) sono meritevoli di attenzione. Occhi che non sembrano allineati, in asse oppure occhio storto (strabismo). Palpebre che si strizzano per vedere meglio da lontano (per esempio quando il bimbo guarda la televisione), palpebre e ciglia frequentemente ricoperte di secrezione.

Maggior attenzione va prestata a bimbi con familiarità per patologie oculari importati, come per esempio genitori che hanno sofferto di strabismo o sono affetti da maculopatie. Di norma, si tratta di problematiche che emergono nel corso dell’esame della vista effettuato dal pediatra durante le visite filtro. Tuttavia, è bene sottoporre a una vista oculistica i piccoli entro i 3 anni o, comunque, prima che inizino a frequentare le scuole primarie.

Al genitore spetta anche indagare: se il bambino porta sempre gli occhiali secondo i tempi e i modi indicati dal medico; se a scuola vede meno da un occhio rispetto all’altro, quale possibile segnale di un difetto visivo, come l’ipermetropia, la miopia e l’astigmatismo; se fa attenzione ad avere le mani pulite, specie se porta le lenti a contatto, quando si pulisce gli occhi.

Se invece il bambino è molto piccolo, è bene evitare di dare giochi o oggetti piccoli e appuntiti, liquidi e sostanze irritanti o dannose per gli occhi. Se si hanno animali in casa, è bene assicurarsi che il bambino non si metta le dita negli occhi dopo averli toccati.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Paidoss

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti