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Latte e latticini: meglio interi che senza grassi?

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Pubblicato il: 14-12-2015

Sanihelp.it - Nuova evidenza del ruolo nutrizionale e preventivo dei lipidi presenti nei prodotti lattiero-caseari: a confermare che i grassi dei latticini non provocano ipercolesterolemia e iperglicemia sono i ricercatori di uno studio pubblicato sul The Journal of Nutrition.

Da questo studio, sottolinea Assolatte, emerge che il consumo regolare di latte, yogurt e latticini interi è inversamente associato al rischio di sviluppare sindrome metabolica. Dunque, benché da decenni le linee guida nutrizionali mettano in guardia da un eccessivo consumo di latticini interi, ora emerge che invece includere questi prodotti nella dieta potrebbe essere una buona abitudine.

La ricerca è stata realizzata a partire dai dati di uno studio condotto su oltre 15.000 brasiliani, consumatori abituali di diversi prodotti lattiero-caseari (come latte, yogurt, formaggi, burro e dessert a base di latte, quali mousse e budini), sia nella versione intera che in quella low fat e scremata.

La prima evidenza è che il consumo totale di latticini interi non solo non influisce in modo diretto sull’aumento dei tassi di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, ma al contrario si associa a un minor rischio di sviluppare gli effetti tipici della sindrome metabolica: obesità addominale, ipertensione, iperglicemia, possibili alterazioni del valore dei trigliceridi e del colesterolo. L’effetto protettivo accomuna numerosi prodotti: latte intero, yogurt intero, formaggi ottenuti da latte intero e burro.

A determinare quest’effetto sarebbe soprattutto l’azione dei grassi saturi presenti nel latte intero e nei derivati sul colesterolo HDL, quello definito buono in virtù dell'azione positiva nel prevenire e ridurre la chiusura e l'indurimento delle arterie. Altri nutrienti presenti nel latte e nei suoi derivati sono considerati mediatori di questo meccanismo: proteine, lattosio, vitamine A e D, calcio, fosforo, magnesio, sodio e potassio. 

La seconda evidenza è che i valori della glicemia e della pressione arteriosa si fanno via via più bassi mano a mano che aumentano i consumi di prodotti lattiero-caseari, in particolre dopo le 4 porzioni giornaliere. Le donne evidenziano anche valori più bassi di colesterolemia.

Le conclusioni dello studio stanno determinando negli Stati Uniti una rivoluzione in campo nutrizionale, che si riflette anche sul fronte delle raccomandazioni emanate ogni 5 anni dall’Usda: nella prossima versione verrà consigliato il consumo di prodotti lattiero-caseari in generale e non più, come finora, di quelli low fat o completamente privi di grassi.



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Assolatte

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