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Defibrillatori a rischio, controlli con una calamita

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Pubblicato il: 18-03-2005
Sanihelp.it - Basta appoggiare una calamita sopra la zona dove è stato impiantato il defibrillatore e questo per alcuni secondi lascia uscire un suono stridulo e fastidioso ma, data la situazione, per niente spiacevole.
Sì perché se al passaggio della calamita il defibrillatore dovesse restare muto ci troveremmo di fronte a uno dei rari casi di malfunzionamento (1 su 10.000) segnalati dall’azienda produttrice Medtronic.

La comunicazione del possibile guasto è stata inviata lo scorso 11 febbraio dalla società americana. Tutti i defribrillatori e peacemaker non ancora impiantati sono stati immediatamente ritirati. Il vero problema è la gestione dei circa 3000 pazienti che hanno già subito l’operazione e che quindi hanno potenzialmente un apparecchio difettoso addosso.

Il protocollo di intervento per la maggior parte degli ospedali coinvolti è stato quello di sostituire l'apparecchio solo nei casi più gravi, quelli in cui il defibrillatore si aziona con più frequenza. Mentre per tutti gli altri sono stati eseguiti i controlli del caso ed è stata valutata insieme al paziente l’eventuale operazione.

I pazienti sono stati avvertiti che il surriscaldamento dell’apparecchio è indice del malfunzionamento e che in quel caso è necessario recarsi in ospedale. Saranno eseguiti controlli più frequenti (uno ogni tre mesi) e come già detto tutti i pazienti hanno a disposizione la calamita svela guasto.


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Redazione Sanihelp.it

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