Defibrillatori a rischio, controlli con una calamita
Sanihelp.it - Basta appoggiare una calamita sopra la zona dove è stato impiantato il defibrillatore e questo per alcuni secondi lascia uscire
un suono stridulo e fastidioso ma, data la situazione,
per niente spiacevole.
Sì perché se al passaggio della calamita il defibrillatore dovesse restare muto ci troveremmo di fronte a uno dei rari casi di malfunzionamento (1 su 10.000) segnalati dall’azienda produttrice
Medtronic.
La comunicazione del possibile guasto è stata inviata lo scorso 11 febbraio dalla società americana. Tutti i defribrillatori e peacemaker non ancora impiantati sono stati immediatamente ritirati. Il vero problema è la gestione dei circa
3000 pazienti che hanno già subito l’operazione e che quindi hanno potenzialmente un apparecchio difettoso addosso.
Il protocollo di intervento per la maggior parte degli ospedali coinvolti è stato quello di
sostituire l'apparecchio solo nei casi più gravi, quelli in cui il defibrillatore si aziona con più frequenza. Mentre per tutti gli altri sono stati eseguiti i controlli del caso ed è stata
valutata insieme al paziente l’eventuale operazione.
I pazienti sono stati avvertiti che il
surriscaldamento dell’apparecchio è indice del malfunzionamento e che in quel caso è necessario recarsi in ospedale. Saranno eseguiti
controlli più frequenti (uno ogni tre mesi) e come già detto tutti i pazienti hanno a disposizione la calamita svela guasto.
di Redazione Sanihelp.it
Fonte: Redazione Sanihelp.it
Tags: defibrillatore, cuore
Revisione: 18-03-2005