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In futuro, un bambino potrà avere anche 32 genitori

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Pubblicato il: 18-12-2015

Sanihelp.it - Cinquant'anni fa, se ci avessero chiesto come vedevamo il 2000, probabilmente avremmo dato libero sfogo alle nostre fantasie, parlando di vacanze su Plutone, automobili che volano, teletrasporto e così via. Sebbene queste invenzioni siano ancora piuttosto lontane, è innegabile come il progresso tecnologico negli ultimi anni sia stato esponenziale: il che ci permette di continuare a sognare, quando qualcuno ci domanda come vediamo il mondo, per esempio, nel 2050. Sonia Suter, professoressa di legge della George Washington University, si è fatta un'idea ben precisa di quel che potrà succedere entro un lasso di tempo relativamente breve: forse non potremo ancora volare su Plutone, ma sarà plausibile che un bambino possa essere figlio di ben 32 genitori contemporaneamente.

Non si tratta di un'ammucchiata, ma semplicemente di un calcolo pubblicato in questi giorni sulla rivista specializzata Journal of Law and the Biosciences, riguardante la tecnica definita gametogenesi in vitro, che in alcune ricerche scientifiche ha fornito risultati confortanti negli studi condotti su cavie da laboratorio e che presto potrà essere testata anche sull'essere umano. Si tratta di un metodo di procreazione mai sperimentato in precedenza, che può dar luogo al fenomeno descritto come «multiplex parenting»: una nuova frontiera che potrà permettere al DNA di un bambino di derivare da quello di più di tre persone di qualsiasi sesso, e che rappresenta un'ulteriore speranza per tutti gli adulti non fertili che vogliano avere un figlio.

Ovviamente si tratta di una tecnica che, per la mentalità comune e la tradizionale visione che abbiamo della riproduzione, atto che implica l'unione di due soggetti, rappresenta ancora qualcosa di piuttosto disturbante: ma d'altronde, secondo la Suter, potrebbe avere anche ripercussioni positive per l'esistenza del bambino in questione, poiché la «multiplex parenting» può far sentire più di un adulto responsabile per la salute e il benessere del figlio, e più sono le persone che si prendono cura di lui, più alta la probabilità che egli trascorra una vita serena. L'altro aspetto della medaglia è un preventivabile scontro tra individui: se già l'educazione di un neonato rappresenta tema di conflitto e confusione in una coppia, figuriamoci in un gruppo di soggetti che sentono di condividere tutti lo stesso grado di dovere.

Per non parlare di un ulteriore aspetto problematico della faccenda: l'attribuzione del DNA. Se un bambino nato da una coppia discende dal codice genetico di ciascun soggetto per il 50%, in caso di genitorialità a quattro la cifra si abbassa sul 25%: percentuale in cui si presenta, in una persona diciamo così normale, il DNA dei nonni, per intenderci. Dunque, se un neonato possiede quattro genitori, e questi a livello genetico per lui equivalgono ad essere nonni, figuriamoci se il bambino finisce col discendere da trentadue diversi soggetti, ognuno con il proprio diritto a decidere della vita del bebè. Insomma, la questione si presenta particolarmente intricata, ed è lecito attendersi un forte dibattito intorno a questo tema nel futuro. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
George Washington University, Journal of Law and the Biosciences

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