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Il cibo, il Natale, la linea e la personalità

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Pubblicato il: 22-12-2015

Guardare con sospetto il cibo potrebbe essere dovuto all'odore di pesce anziché ai timori per la linea, così come la generosità, tipica del Natale potrebbe dipendere da... cosa si mangia!

Il cibo, il Natale, la linea e la personalità © Thinstock

Sanihelp.it - Anche il Natale 2015 è ormai arrivato e mentre si fanno gli ultimi acquisti per approntare il pranzo di Vigilia, Natale, Santo Stefano e dintorni arrivano notizie curiose sul rapporto fra alimentazione e personalità.

Se qualcuno avrà l’impressione che qualche invitato guarda con sospetto la tavola finemente imbandita e i piatti serviti, forse non sta solo pensando a tutti i kg che sta accumulando sul pancione, ma pare che l’odore di pesce sia in grado di aumentare la diffidenza delle persone nei confronti di quello che sentono dire: sembrerebbe infatti, che l’olfatto sia in grado di influenzare in qualche modo il ragionamento aumentando il sospetto.

L’alimentazione inoltre, sembra essere in grado anche di aumentare il livello di generosità: se quindi ci arriva un regalo importante da chi proprio non sospettavamo, il merito andrebbe attribuito più che allo spirito del Natale ai manicaretti che gli sono stati offerti; sembra infatti che tanto più elevati sono i livelli di serotonina circolanti maggiore sia il livello di generosità intimamente avvertito. è bene ricordare a questo punto, che gli alimenti che possono influenzare in positivo i livelli circolanti di serotonina sono quelli ricchi dell’aminoacido triptofano quindi via a libera a cacao, cioccolato fondente, noci, kiwi, ananas, ciliegie, visciole, pomodori, banane e prugne.

Per chi infine più che alla relazione fra cibo e mente in vista del Natale è interessato al rapporto buona alimentazione mantenimento della forma fisica è bene fare qualche puntualizzazione sul peso, nel senso più letterale del termine, della pasta sulla linea.

L’Aidepi, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane proprio sotto le feste ha tenuto a ricordare qualche importante verità sulla pasta ovvero che la pasta non fa ingrassare sempre che non venga sommersa dal condimento ipercalorico o sia inserita nel contesto di una dieta fortemente sbilanciata.

Mangiare pasta senza glutine anche se non si è celiaci non aiuta a perdere peso, anzi la carenza di carboidrati complessi può spingere verso la ricerca di alimenti grassi per un meccanismo di compensazione.

La pasta andrebbe consumata al dente per essere più digeribile e nutriente: una cottura prolungata oltre a rendere la pasta collosa, la rende più difficilmente digeribile  e favorisce la dispersione dei principi nutrivi che contiene,  nell’acqua di cottura. 

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Aidepi

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