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Alimentazione e tumori

Pazienti oncologici e dieta vegetariana: quali rischi?

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Pubblicato il: 22-12-2015

I pazienti affetti da tumore devono essere seguiti dagli specialisti anche in ambito nutrizionale per scongiurare il rischio di malnutrizione calorico proteica dovuto a diete fai-da-te.

Pazienti oncologici e dieta vegetariana: quali rischi? © Thinstock

Sanihelp.it - L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (ADI), in occasione del XVI Corso nazionale dedicato alle malattie croniche, ha affrontato nuovamente il legame tra alimentazione e tumori, cercando di fare chiarezza sul vegetarianismo, anche alla luce del dibattito suscitato qualche mese fa dal parere dell’OMS sulla cancerogenicità delle carni lavorate.

È fondamentale, secondo gli esperti dell’ADI, una distinzione quando si parla di alimentazione vegetariana e tumori: un conto è il livello preventivo (in soggetti sani), un conto il livello clinico (quando si parla cioè di pazienti oncologici). I pazienti affetti da tumore devono essere seguiti dagli specialisti anche in ambito nutrizionale, un’alimentazione scorretta fai-da-te può infatti peggiorare lo stato di salute e la rinuncia a qualunque alimento di origine animale può causare malnutrizione calorico proteica.

«In questi ultimi mesi ci siamo trovati più volte di fronte a pazienti oncologici disorientati perché non sapevano più cosa fosse sano o dannoso per il loro organismo e se eliminare del tutto la carne dalla loro alimentazione. Il paziente oncologico è già di per sé una persona confusa e con poche certezze, messaggi scorretti o superficiali possono metterlo ancora più in difficoltà e in pericolo. Se non opportunamente gestiti da specialisti del settore, i regimi dietetici di tipo vegetariano e in particolar modo quello vegano possono dare origine nel paziente a importanti deficit nutrizionali, soprattutto a carico di proteine, acidi grassi omega tre, calcio, ferro e cobalamina», spiegano gli esperti ADI.

Dall'analisi degli studi epidemiologici condotti finora sul rapporto fra vegetarianismo e cancro non sono emersi, secondo ADI, vantaggi in termini di mortalità, anzi si registrano significative perdite di peso che nei pazienti oncologici possono comportare un aumentato rischio di diventare malnutriti e di conseguenza esporsi a un tasso di infezioni più alto, incorrere in complicanze post operatorie e addirittura ridurre la tolleranza e la risposta ai trattamenti radio - chemioterapici.

«Dopo il parere dell'OMS abbiamo assistito a una sorta di processo di demonizzazione della carne, come alimento da bandire dalle nostre tavole. Ciò che preoccupa però non è l'alimento in sé, ma le porzioni consumate, la frequenza e la quantità di nitriti e nitrati presenti nelle carni conservate che si trasformano in nitrosammine dannose per la nostra salute. In termini di prevenzione si raccomanda quindi di modificare gradualmente la propria alimentazione consumando cereali integrali, frutta e verdura e sostituendo le proteine della carne in modo corretto con pesce, uova, latticini a ridotto contenuto di grassi e soprattutto legumi.  Diversamente, in termini di terapia clinica bisogna sempre stare attenti nei pazienti oncologici a non fomentare false speranze e facili allarmismi dannosi per la loro salute», concludono gli specialisti.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (ADI)

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