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Mindfulness più efficace del placebo

La meditazione riduce la percezione del dolore

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Pubblicato il: 12-01-2016

Per ridurre la percezione del dolore, la meditazione di consapevolezza avrebbe una maggior efficacia rispetto ad un placebo.

La meditazione riduce la percezione del dolore © Thinkstock

Sanihelp.it - Un recente studio compilato da un gruppo di scienziati del Wake Forest Battista Medical Center e pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha evidenziato come la mindfulness, la meditazione di consapevolezza, abbia una maggior efficacia nel ridurre la percezione del dolore rispetto ad un placebo (ovvero ad una sostanza spacciata come farmaco ma che in realtà non contiene alcun principio attivo).

Settantacinque partecipanti sani, assegnati in parte al gruppo di meditazione mindfulness e in parte alla somministrazione di un placebo (somministrato come crema analgesica), hanno valutato l’intensità (sensazione fisica) e la spiacevolezza (risposta emotiva) del dolore, procurato attraverso l’ausilio di una sonda termica con cui è stata riscaldata una piccola porzione di pelle.

Rispetto al gruppo di controllo, a cui non è stato somministrato alcun rimedio, la crema placebo ha permesso di ridurre la sensazione fisica del dolore dell’11% e la risposta emotiva del 13%, mentre il gruppo che ha ricorso alla mindfulness ha riferito una riduzione dell'intensità del dolore pari al 27% e dell’aspetto emozionale del 44%

«Siamo rimasti sorpresi dai risultati ottenuti – ha spiegato il dottor Fadel Zeidan, autore dello studio – Ci aspettavamo una sovrapposizione delle aree cerebrali stimolate dalla mindfulness e dal placebo, ma le scansioni cerebrali hanno mostrato come la mindfulness abbia prodotto dei modelli di attività cerebrale differenti da quelli prodotti dalla crema placebo».

Se la crema placebo ha agito riducendo l'attività cerebrale nelle aree di elaborazione del dolore (ovvero la corteccia somatosensoriale secondaria) infatti, la meditazione di consapevolezza ha invece coinvolto le regioni cerebrali (la corteccia orbitofrontale e la corteccia cingolata anteriore) associate con l'auto-controllo, disattivando nel contempo il talamo, una sorta di ‘filtro’ che determina se le informazioni sensoriali possano raggiungere i centri cerebrali superiori.

«Disattivando questa zona la meditazione di consapevolezza potrebbe aver semplicemente portato il dolore a svanire – ha aggiunto il dottor Zeidan – Sulla base dei nostri risultati, crediamo quindi che venti minuti al giorno di meditazione di consapevolezza potrebbe migliorare il trattamento del dolore in ambito clinico. Tuttavia, dato che il presente studio ha esaminato volontari sani, non possiamo confermare la validità dei risultati anche per i pazienti affetti da dolore cronico».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Journal of Neuroscience

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