Le parole pi¨ cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Come funziona la nostra memoria?

di
Pubblicato il: 15-01-2016
Come funziona la nostra memoria? © Thinkstock

Sanihelp.itTutti noi abbiamo dei momenti in cui la memoria proprio non ci assiste: magari appoggiamo le chiavi da qualche parte e non ricordiamo più dove le abbiamo messe; o sovrappensiero saliamo le scale per andare a prendere qualcosa in camera e non appena entriamo nella stanza ci accorgiamo di aver dimenticato cos'era. Spesso siamo soliti etichettare questi lapsus come un discorso di tempo che passa: è l'età, stiamo invecchiando, la nostra mente non è più quella di una volta. Ma è veramente così semplice spiegare come funziona la memoria dell'essere umano? Ovviamente la risposta è no: esistono vari studi che hanno cercato di trovare una risposta a questo quesito. Il Daily Mail ha deciso di riassumerli per cercare di avere una visione a 360° del problema.

Sappiamo che a 25 anni il nostro cervello arriva al top delle sue performance e delle sue potenzialità, tanto è vero che raggiunge anche il peso maggiore. Come risultato, a quell'età siamo molto più bravi delle persone più adulte a ricordarci i nomi delle persone, a memorizzare un numero di telefono, a fare di calcolo a mente: tuttavia, comunque, un giovane su sette ritiene di aver problemi a ricordarsi le cose. Vari studi hanno puntato il dito contro il multitasking: il dover fare più cose contemporaneamente. Secondo l'Università della California, l'utilizzo di tecnologie come i dispositivi mobili e i computer non permette di processare ed immagazzinare correttamente le informazioni: il problema potrebbe concentrarsi nella zona dell'ippocampo, che viene stimolata meno quando gli individui sono distratti.

Verso i trent'anni il cervello comincia a rimpicciolirsi, e la sua abilità di ricordare le cose inizia già a scemare: con il trascorrere degli anni diminuiscono i livelli dei composti chimici che trasmettono i messaggi tra le cellule cerebrali, così come le cellule della corteccia pre-frontale, che muoiono e non vengono rimpiazzate. Ciò significa maggiori difficoltà nell'imparare una nuova lingua o ricordarsi il nome di una persona che ci è appena stata presentata. In più, chi diventa madre a questa fascia d'età subisce una specie di bombardamento ormonale, tra cui l'ossitocina, che rende le donne leggermente più assenti. Si tratta del fenomeno del «baby brain», come definito da uno studio che ha indagato il problema dell'Università di Bradford. Tuttavia, secondo un recente articolo comparso sulla rivista New Scientist, la gravidanza migliorerebbe le capacità di giudizio, di empatia e di ragionamento di una donna.

Sopra i 40 anni cominciano i primi dubbi sulla nostra salute mentale: la domanda «avrò mica l'Alzheimer?» è maggiormente frequente, sebbene sia normale a questa età sperimentare i primi grossi problemi di memoria. Probabilmente questo è dovuto al rimpicciolimento dell'ippocampo e alla diminuzione delle connessioni nervose. D'altronde, a questa età un essere umano comincia ad avere talmente tanti ricordi a cui attingere, che non è affatto semplice ripescarli dall'archivio della nostra memoria. Per ovviare al problema, secondo uno studio dell'Università di Stavanger, in Norvegia, sarebbe d'uopo scrivere numeri, codici e quant'altro a mano, e non su di una tastiera: questo permetterebbe di imprimere un determinato dato più profondamente nella memoria. Dai cinquant'anni, invece, si diventa dei geni dei quiz e dei cruciverba: il picco dell'abilità di rimembrare parole e fatti conoscenza generale avviene infatti tra i 45 e i 55 anni. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Daily Mail, UniversitÓ della California, UniversitÓ di Bradford, New Scientist, UniversitÓ di Stavanger

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti