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Mal di testa nei bambini: come distinguere le varie forme

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Pubblicato il: 19-01-2016

Emicrania o cefalea? Primaria o secondaria? Distinguerle e riconoscerle è fondamentale per intraprendere test accurati e terapie mirate. Ecco l'iter da seguire.

Sanihelp.it - Il mal di testa è un sintomo molto frequente nei bambini, specialmente in età scolare. Alcune statistiche dimostrano che circa il 30% ha mal di testa almeno una volta a settimana e il 6% più volte a settimana o addirittura tutti i giorni.

«È importante riconoscere i differenti tipi di mal di testa – sostiene il dottor Piero Pavone, dell'Unità Operativa di Pediatria ed Emergenza Pediatrica, AUO Policlinico-Vittorio Emanuele, Università degli Studi di Catania – per indagare con tempestività sulle possibili cause del malessere e intervenire con prognosi e terapie adeguate. Esistono, infatti, diversi tipi di mal di testa con evoluzione e implicazioni terapeutiche diverse.

La prima distinzione da fare è quella tra cefalee primarie e cefalee secondarie: le prime sono legate a una predisposizione genetica, mentre nelle seconde il mal di testa è il sintomo di una malattia che deve essere identificato e curato.

Le cefalee primarie costituiscono la maggior parte dei tipi di mal di testa in età pediatrica e si distinguono in: emicrania, con e senza aura, cefalea tensiva o a grappolo.

L'emicrania rappresenta la più frequente cefalea primaria del bambino, almeno fino all'adolescenza. È tipicamente legata a una predisposizione genetica e può manifestarsi a qualsiasi età. Sintomi di accompagnamento sono il fastidio per la luce (fotofobia), per i rumori (fonofobia) e per gli odori (osmofobia) e, talvolta, nausea, vomito, dolori addominali e pallore. Inoltre, durante l'attacco emicranico il bambino appare particolarmente astenico, a volte sonnolento e può accadere che interrompa le sue attività, anche quelle ludiche.

Nella forma di emicrania con aura, molto più rara rispetto alla prima, il mal di testa è preceduto, o accompagnato, da sintomi come disturbi della vista, formicolii e riduzione della sensibilità di un arto o di metà del corpo e disturbi del linguaggio.

La cefalea tensiva colpisce per lo più nel periodo adolescenziale. In questo caso il dolore risulta generalmente di intensità medio-lieve, bilaterale e costrittivo, come una morsa, ed è solo eccezionalmente associato a fonofobia, fotofobia e nausea. L'adolescente sembra in grado di proseguire le sue attività.

La cefalea a grappolo è molto rara nei bambini e si manifesta con episodi di dolore intenso, della durata di circa 30 minuti, a carico di una regione orbitaria. Spesso si associa a nausea, vomito, fonofobia e fotofobia, lacrimazione intensa, arrossamento congiuntivale, abbassamento della palpebra (ptosi) e ostruzione nasale.

Riguardo le cefalee secondarie, le malattie che possono causarle sono varie e di diversa gravità: rinosinusiti; infezioni delle prime vie aeree (sindromi influenzali, faringiti, riniti); patologie infiammatorie meningo-encefalitiche; tumori cerebrali (piuttosto rari in età pediatrica).

La profilassi può essere farmacologica e non. Igiene del sonno, dieta e sport aiutano nella prevenzione degli attacchi. Bisogna inoltre, ricordare che  esistono delle terapie comportamentali e psicologiche che possono aiutare. In generale, la risonanza magnetica cerebrale, l’EEG, le indagini oftalmologiche sono pratiche utili per rivelare un evento patologico precoce che può cambiare il significato prognostico del mal di testa e contribuire, al tempo stesso, ad alleviare l'ansia nei genitori.



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