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Omega-3: farmaci, alimenti o integratori?

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Pubblicato il: 25-01-2016
Omega-3: farmaci, alimenti o integratori? © Thinkstock

Sanihelp.it - Da decenni è noto come gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 possono avere un ruolo prezioso nella prevenzione cardiovascolare. Si tratta di acidi grassi essenziali, sostanze indispensabili che l’organismo non produce e devono essere assunti con la dieta. Sono presenti in alcuni alimenti o possono essere assunti come integratori alimentari o come farmaci.

La relazione tra dieta ricca di pesce e protezione cardiovascolare è stata confermata da studi condotti in diversi Paesi. Uno recente, su oltre 20.000 uomini adulti senza malattie cardiovascolari, ha dimostrato che una dieta a base di frutta, verdura, legumi, frutta a guscio, latticini magri, cereali integrali e pesce comporta una riduzione del 16% del rischio di infarto.

Queste evidenze sono state recepite dall’American Heart Association che ha ribadito la raccomandazione di includere almeno due porzioni di pesce a settimana. Gli Omega-3 possono agire come antiaritmici, ipotrigliceridemizzanti, antitrombotici e antinfiammatori.

Sulla base di queste eviedenze, sono state messe in commercio numerosi integratori alimentari: contengono una quantità inferiore di Omega-3 rispetto ai farmaci e sono destinati al consumo da parte di persone sane che vogliono mantenere lo stato di benessere. Per gli integratori infatti non esistono studi che dimostrino una significativa attività di riduzione del rischio cardiovascolare. 

Gli unici prodotti che possono vantare proprietà terapeutiche o preventive di patologie sono i medicinali mentre gli integratori, secondo la normativa italiana, hanno come unica finalità di mantenere un buono stato di salute, con un effetto solo nutritivo o fisiologico. Per questo i farmaci hanno un iter regolatorio più complesso, che ha l’obiettivo di verificarne l’efficacia e garantire la correttezza di ciò che viene dichiarato sul foglietto illustrativo.

Un farmaco Omega-3 equivalente è già stato approvato da AIFA e dispensato in fascia A, a carico del SSN per la prevenzione secondaria post infarto e per l’ipertrigliceridemia. La stessa azienda, IBSA Farmaceutici, ha ottenuto l’approvazione AIFA per lo stesso farmaco (Olevia capsule) in fascia C per le persone che hanno bisogno di fare prevenzione.

Grazie a uno studio internazionale, si è visto che anche lo scompenso cardiaco potrebbe giovare di un trattamento con Omega-3: è efficace nel ridurre sia la mortalità per tutte le cause, sia la frequenza di ricovero per cause cardiovascolari. 

Questa sindrome è in crescita costante negli ultimi decenni, in parallelo con l’aumento dell’età media e il cumularsi di comorbidità negli anziani. Poiché l’assunzione di Omega-3 determinerebbe una riduzione del 14% degli eventi di ospedalizzazione, l’impiego di questo approccio terapeutico potrebbe far risparmiare al Sistema sanitario nazionale 75.015.108 euro.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ibsa farmaceutici

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