Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Tumore del colon-retto

Colon-retto, le linee guida per screening e diagnosi precoce

di
Pubblicato il: 26-01-2016

Sono state presentate al primo Congresso nazionale SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio) a Roma, le linee guida della società sul tumore del colon-retto.

Colon-retto, le linee guida per screening e diagnosi precoce © Thinkstock

Sanihelp.it - «Le linee guida SIPMeL sul tumore del colon-retto costituiscono un documento che delinea raccomandazioni per lo screening e la diagnosi precoce e indicazioni sul ruolo dei marcatori sierologici quali fattori predittivi e prognostici nel follow up e nel monitoraggio del successo terapeutico», spiega Bruno Biasioli, Presidente nazionale SIPMeL, Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio. La Società si è costituita nel 1986, ha assunto la nuova denominazione di SIPMeL lo scorso anno e raccoglie oltre 2.200 professionisti che lavorano nei laboratori clinici, soprattutto in ospedali pubblici.

«Il tumore del colon retto è una delle neoplasie più importanti tanto nell’uomo quanto nella donna, rappresentando uno dei quattro principali tumori nel nostro Paese, con oltre 50.000 diagnosi ogni anno. Possiamo dire che l’incidenza è notevolmente diminuita negli ultimi anni e la mortalità è calata di quasi il 35% negli ultimi 25. Ciò grazie all’applicazione, in termini di medicina preventiva, di strumenti diagnostici e chirurgici esplorativi - come nell’endoscopia - capaci di fare diagnosi molto precoce e di intervenire ambulatorialmente sulle lesioni iniziali, adenomi e polipi, evitando la trasformazione neoplastica», continua Biasioli.

Riveste un ruolo fondamentale lo screening sulla popolazione, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci (test FOBT) che nel nostro Paese si attua a partire dai cinquant’anni. Secondo le raccomandazioni SIPMeL questo test dovrebbe essere effettuato annualmente, possibilmente su tre campioni, riservando la colonscopia alle sole persone a rischio elevato.

Nelle nuove linee guida viene riconosciuto anche il ruolo delle tecniche di indagine molecolare che consentono di analizzare alterazioni a danno di geni coinvolti nel meccanismo tumorale. «In particolare Cologuard è l’ultimo presidio diagnostico che utilizza l’analisi del DNA fecale come strumento ad alta sensibilità e specificità per il riconoscimento delle microlesioni neoplastiche», sottolinea il documento.

Le linee guida dell’American Cancer Society raccomandano Cologuard come alternativa alla ricerca del sangue occulto nelle feci, il test – da poco introdotto in Italia - è un esame semplice, non invasivo, con una sensibilità del 92% per il cancro del colon-retto, vicina a quella della colonscopia. Cologuard è stato testato in un ampio studio condotto in Stati Uniti e Canada su 10.000 persone, pubblicato ad aprile 2014 sul New England Journal of Medicine.

Nell’attesa di studi sulla popolazione generale, che ne confermino ulteriormente il valore in modo da ipotizzarne anche in Italia un impiego come test di screening, le linee guida SIPMeL suggeriscono che «in funzione degli studi effettuati e alla luce dell'ampia casistica applicata, il Cologuard potrebbe inserirsi come test di conferma per la positività FOBT e indicativo in caso di positività per l'indagine endoscopica».

«Questo innovativo test permette l’analisi del DNA fecale combinata a quella di marcatori ematici (emoglobina) normalmente inclusi nel test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Rappresenta una possibilità diagnostica concreta», spiega Stefano Martinotti, Direttore del Dipartimento di Medicina Predittiva e Patologia Molecolare, Ospedale Clinicizzato S. Maria Annunziata di Chieti.  



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti