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Nel 2015 quasi 16 milioni di procedure cosmetiche totali

Ritocchi, il mercato è maturo: aumenti solo per il 2%

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Pubblicato il: 26-02-2016
Ritocchi, il mercato è maturo: aumenti solo per il 2% © Thinkstock

Sanihelp.it - Nel 2015 gli interventi di chirurgia estetica e di medicina estetica negli States sono cresciuti solo del 2%. E, anche se i volumi sono e restano di tutto rispetto (oltre 1,7 milioni di operazioni e 14,2 milioni di »punturine»), la notizia è una notizia. Come dire, il mercato è maturo e di conseguenza gli incrementi sono esigui. Ma il discorso, ovviamente, non vale allo stesso modo per tutti gli interventi. Per esempio non vale per quelli che riguardano il cosiddetto lato B, che più che mai si vuole ben tornito e sodo, come testimonia la forte crescita degli interventi di aumento (con protesi e con il grasso) e di lifting ai glutei.

Sono questi i trend che si ricavano dai dati statistici appena diffusi dalla prestigiosa American Society of Plastic Surgeons ASPS. »Anche in chirurgia plastica – sottolinea Giorgio De Santis, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, unica consociata italiana dell’ASPS – gli Stati Uniti sono tradizionalmente anticipatori di tendenze. E infatti la maggiore attenzione al lato B si inizia a riscontare anche in Italia, e in modo sempre più marcato».

Attenzione, però, al fatto che si tratta ancora di numeri piccoli. Per fare solo un esempio, nel 2015 negli Stati Uniti sono stati eseguiti oltre 279mila interventi di aumento del seno (-2% rispetto al 2014), i più richiesti in assoluto, e solo 22mila interventi ai glutei. »Nonostante la flessione della mastoplastica additiva – dice De Santis – lato A batte il lato B 12 a 1».

E, restando in materia di seno, se le operazioni di mastoplatica additiva sono diminute, in deciso aumento sono gli interventi di mastopessi, il cosiddetto lifting del seno, cresciuti del 7% rispetto al 2014 e addirittura dell’89% rispetto al 2000.

»Anche in Italia, l’intervento è sempre più richiesto perché grazie al miglioramento delle tecniche

chirurgiche lascia dietro di sé cicatrici poco o per niente visibili e soprattutto perché permette di sfoggiare un bel decolletée anche alle donne non più giovanissime, eliminando la ptosi, cioè il cedimento dei tessuti che si manifesta in modo fisiologico con il passare degli anni».

Per quanto riguarda il viso, la tendenza è sicuramente verso trattamenti il più possibile soft, come dimostra la flessione del lifting e della blefaroplastica (la correzione chirurgica delle palpebre) rispettivamente in calo del 2 e dell’1%, a fronte invece dell’aumento di infiltrazioni di tossina botulinica e infiltrazioni di filler (rispettivamente 1 e 6%). Insomma, per ringiovanire il viso si ricorre sempre più alle cosiddette »punturine». »Attenzione però a non sottovalutare questi trattamenti – mette in guardia De Santis -. Come gli interventi di chirurgia estetica, vanno eseguiti da operatori specialisti e opportunamente formati. In caso contrario, le conseguenze possono essere molto gravi». 



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