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Prevenzione

Depressione in gravidanza e dopo: arriva la cura della luce

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Pubblicato il: 01-03-2016

Si chiama bright light therapy e può aiutare future mamme e neomamme a sentirsi meglio evitando i farmaci. Partito uno studio italo-svizzero.

Depressione in gravidanza e dopo: arriva la cura della luce © Rete

Sanihelp.it - Partito all’Ospedale San Paolo-ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, il primo Investigator Meeting del progetto Life-ON, uno studio scientifico multicentrico sulla relazione tra disturbi del sonno e depressione perinatale, che si rivolge a donne in gravidanza in Svizzera ed in Italia.

Lo studio nasce grazie al finanziamento del Ministero della Salute e del Fondo Nazionale Svizzero e include diversi centri: l'Ospedale San Paolo-ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico S. Orsola- Malpighi, Bologna, l'Ospedale Civico di Lugano, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Citta della Salute e della Scienza Molinette di Torino.

Il termine depressione perinatale si riferisce all’insorgenza di depressione durante la gravidanza e fino a 12 mesi dopo il parto: è una delle più importanti e frequenti complicazioni della gravidanza, interessa circa 1 donna su 10 durante la gestazione e circa 1 su 7 nel periodo dopo il parto.

Se non riconosciuta e non trattata, comporta non solo disagio psichico e disturbi del sonno nella madre, ma anche un aumentato rischio di conseguenze negative sul nascituro e ripercussioni sulla famiglia. A eccezione di episodi di depressione precedenti alla gravidanza, poco si conosce riguardo ai fattori che predispongono alcune donne a svilupparla.

Considerando le difficoltà inerenti all’uso di psicofarmaci in gravidanza e durante l’allattamento, è fondamentale esplorare alternative terapeutiche sicure. Numerosi studi scientifici hanno confermato l’efficacia e la sicurezza della terapia con luce brillante (bright light therapy) nel trattamento della depressione.

«La depressione perinatale è un problema di grande rilievo per la nostra società e per la salute della donna in generale. Lo studio che si svolgerà a Milano, Bologna, Torino e Lugano nei prossimi tre anni riuscirà a fornire delle indicazioni importanti sul rapporto tra disturbi del sonno e umore in gravidanza e nel post-partum. Questo significa acquisire conoscenze nuove sugli aspetti biologici del disturbo ma soprattutto, sull’efficacia preventiva e terapeutica di una tecnica non invasiva e priva dei rischi legati alla farmacoterapia durante gravidanza e allattamento», dichiara il professor Silvio Scarone, direttore della Unità Operativa di Psichiatria 2° dell’Ospedale San Paolo, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore dei Centri coinvolti nel progetto per la valutazione psichiatrica.

Lo studio si propone quindi di rispondere a 2 quesiti: quali sono i fattori di rischio (psicologici, genetici e legati al sonno) che predispongono alla depressione perinatale? Qual è l’efficacia della terapia con luce brillante nel trattamento della depressione perinatale e nella prevenzione della depressione post-parto?

La depressione post partum o puerperale colpisce, con diversi livelli di gravità, dall’8 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente tra la 6ª e la 12ª settimana dopo la nascita del figlio. Rappresenta un problema di salute pubblica, se si considerano la sofferenza soggettiva della donna e dei suoi familiari, nonché le limitazioni e i costi diretti e indiretti dovuti alla compromissione del suo funzionamento personale, sociale e lavorativo.

La donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto, non all’altezza nei confronti degli impegni che la attendono. Un sentimento ricorrente è la vergogna, mista a senso di colpa. In Italia si può stimare che su 576.659 nascite all’anno almeno 46.000 donne possono soffrirne

Il disturbo interferisce anche con le abilità della donna nell’instaurare un interscambio di comportamenti e di emozioni con il suo bambino. Il 67% delle madri depresse riferiscono, infatti, difficoltà di interazione e attaccamento. L’interscambio è stato riconosciuto come essenziale per un’efficace relazione madre-bambino, capace di prevenire le conseguenze a lungo termine sullo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo del bambino.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale San Paolo Polo Universitario ASST Santi Paolo e Carlo

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