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Tumori al seno resistenti agli antiestrogeni: la ricerca

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Pubblicato il: 01-03-2016

Grazie a uno studio sulle cellule staminali del cancro sono stati individuati i casi in cui il tumore non reagisce alla terapia e alcuni geni diventano responsabili della progressione metastatica.

Tumori al seno resistenti agli antiestrogeni: la ricerca © Thinkstock

Sanihelp.it - Sono stati compiuti interessanti passi avanti nella ricerca sul tumore al seno grazie a uno studio italiano, condotto da due ricercatrici dell’Istituto Nazionale dei Tumori: Vera Cappelletti, biologa, e Maria Grazia Daidone, direttore del dipartimento di Oncologia Sperimentale e Medicina Molecolare. Il loro lavoro ha permesso di identificare un profilo molecolare che caratterizza i carcinomi mammari resistenti al trattamento con antiestrogeni.

I ricercatori hanno raggiunto importanti risultati nella ricerca di base sulle cellule staminali tumorali: seppur presenti in basso numero nei tumori umani, queste cellule sono in grado di rigenerare l’intero tumore, di migrare in circolo e di dare origine alle metastasi. L’adozione di una tecnica innovativa (RNA-seq) ha consentito di evidenziare, proprio all’interno delle cellule staminali tumorali del carcinoma mammario, i geni responsabili della mancata risposta alla terapia ormonale con antiestrogeni.

Spiega la dottoressa Daidone: «Il tumore mammario, che nelle donne costituisce ancora la prima causa di morte per neoplasia, nel 70% dei casi si presenta all’esordio sotto forma di malattia sensibile agli ormoni. In questo caso si apre un’opportunità di cura con trattamenti anti-ormonali relativamente poco tossici e altamente efficaci. Le pazienti che possono beneficiarne vengono identificate in base a caratteristiche intrinseche del tumore, come il recettore per gli estrogeni, un classico biomarcatore di sensibilità agli ormoni. Alcune pazienti però sviluppano resistenza nei confronti della terapia ormonale iniziale e vengono trattate con farmaci antiormonali di seconda generazione, per esempio l’antiestrogeno fulvestrant che si è dimostrato efficace anche nel trattamento di donne con tumori metastatici.

Abbiamo individuato una specifica firma molecolare che raggruppa 77 geni particolarmente attivi nei tumori delle donne che possono andare incontro a resistenza a questa terapia. A differenza dei biomarcatori di endocrino-resistenza finora individuati, questa firma molecolare è stata generata in un contesto biologico molto rilevante, poiché identificata da un confronto diretto tra cellule di carcinoma mammario del tutto simili, tranne che per le loro caratteristiche di staminalità. La presenza nei tumori di RNA messaggeri codificati da questi geni individua perciò la specifica sottopopolazione tumorale staminale, ritenuta responsabile della progressione metastatica, che spesso si ritrova arricchita in seguito ai trattamenti».

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa Istituto Nazionale dei Tumori - Milano

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