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Quattro bambini su 10 hanno problemi di sonno

Bimbi e ragazzi: le regole per dormire bene

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Pubblicato il: 08-03-2016

Parte un progetto per una corretta igiene del sonno dei più piccoli. Molti infatti dormono male, anche a causa di abitudini sbagliate. Ecco quali sono e come correggerle.

Bimbi e ragazzi: le regole per dormire bene © Thinkstock

Sanihelp.it - Ben il 35 - 40% dei bambini soffre di problemi di sonno durante la crescita. Solo il 68,4% dorme in modo adeguato, con una percentuale maggiore al Nord (72,9%) rispetto al Sud (62,8%). Sono i primi risultati del progetto Ci piace sognare, promosso dalla Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e Sicupp (Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche).

Solo il 47% di quelli tra 1 e 2 anni si addormenta nel proprio letto. I bambini che si addormentano nel lettone (ben il 39% a 1-2 anni) si riducono con il crescere dell’età, ma sono ancora il 26% a 5-6 anni e il 20% a 7-9 anni. Un 10% circa di bambini a ogni età si addormenta in un’altra stanza (per esempio sul divano in salotto).

Il progetto mette inoltre in luce come il 20% dei bambini di 5-6 anni e il 17% di 7-9 anni trascorra la maggior parte della notte nel letto dei genitori. Il 13,1% dei bambini cambia letto durante la notte: la maggioranza va dal proprio a quello dei genitori, ma c’è anche chi compie il percorso inverso... 

Circa il 27% beve nell’imminenza di addormentarsi: latte, ma anche succo di frutta. Bere prima di addormentarsi è risultata un’abitudine legata a una minore durata del sonno. L’uso del biberon per addormentarsi è molto frequente nei piccoli (31% a 1-2 anni e 17% a 3-4 anni), ma è usato ancora dal 5% dei bambini tra i 5 e i 6 anni.

Il 65% dei bambini tra i 3 e i 4 anni utilizza la tv o un altro video per dormire. Percentuale che scende al 48% quando si tratta di sfogliare le pagine di un libro. La percentuale dei bambini che usa la tv o un altro video per addormentarsi sale al 72% tra i 5 e i 9 anni e al 79% tra 10 e 13 anni, ma il dato che preoccupa di più è che sia già il 40% tra 1 e 2 anni. La durata del sonno è risultata minore quando il bambino guarda un video prima di addormentarsi o ha la tv nella propria camera.

Nel 2015 la National Sleep Foundation americana ha aggiornato le proprie raccomandazioni sulla durata del sonno nelle varie età: 11-14 ore tra 1 e 3 anni, 10-13 ore tra 3 e 5 anni, 9-11 ore tra 6 e 13 anni.

È bene tenere presente però che ogni bimbo è diverso dall’altro. Ci sono bambini che si addormentano facilmente e altri no, bambini che dormono ininterrottamente e altri che si svegliano di continuo, piccoli che hanno bisogno di poche ore di riposo e altri di riposare a lungo.

Ma cosa succede quando non si dorme abbastanza? Gli effetti sono diversi: iperattività, incapacità di controllo, inquietudine, irritabilità, difficoltà nella gestione dei tempi, disattenzione, mancanza di concentrazione, meno stimoli creativi, difficoltà in matematica, scienze, lingue, memorizzazione di concetti astratti, diminuzione dell’attività sportiva, rischio di incidenti, rischio di sovrappeso, maggior rischio di malattie per ridotta reazione del sistema immunitario. Senza dimenticare che il sonno REM e i sogni sono fondamentali per la memoria, in particolare per i ricordi più complessi come concetti matematici e linguaggio.

A ogni età sono valide una serie di regole di igiene del sonno: nessun uso di videogiochi, computer, tablet o tv un’ora prima di coricarsi, no alla tv in camera da letto, monitorare l’uso del cellulare a letto, evitare che siano a disposizione i dispositivi tecnologici nella stanza del ragazzo, per evitare che ne faccia uso durante la notte. 

No a cola o bevande con caffeina, sostanze zuccherine o cibo piccante 3-4 ore prima di coricarsi. Terminare la cena almeno 2 ore prima di coricarsi: la digestione non aiuta il sonno, invece una tisana calda lo concilia.

No a esercizi fisici intensi almeno un’ora prima di coricarsi, perché innalzano la temperatura corporea. Mantenere costante la routine del sonno: l’orario della nanna è molto importante per i piccoli. Usare tecniche di rilassamento come la respirazione. Assicurarsi che la camera da letto sia adeguata, confortevole per temperatura, luce, rumori. 

E se queste regole non fossero sufficienti? È il pediatra la persona da consultare: può prescrivere per periodi specifici e sotto suo controllo prodotti utili a indurre o ripristinare il sonno. Può anche decidere di inviare il bambino a un consulto specialistico (neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta) quando la situazione è più complessa o il disturbo è secondario ad altre malattie.



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SIPPS e SICuPP

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