Le parole pi¨ cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Paralisi cerebrale infantile: novità dalla Campania

di
Pubblicato il: 09-03-2016
Paralisi cerebrale infantile: novità dalla Campania © Thinkstock

Sanihelp.it - Riabilitazione robotica, tossina botulinica, terapia con onde d’urto, energia vibratoriae altri trattamenti riabilitativi innovativi: in Campania esistono strutture di eccellenza per la paralisi cerebrale infantile, la malattia neurologica più diffusa dell’infanzia che coinvolge circa 1 bambino su 500 nati. 

La paralisi cerebrale è causata da un danno cerebrale permanente che colpisce precocemente il bambino quando è ancora nel grembo materno o nelle primissime epoche di vita. La caratteristica più evidente è la disabilità motoria e posturale che può arrivare, nei casi più gravi, a rendere indispensabile l’utilizzo della carrozzina. 

Le cause sono molteplici. Più di frequente si verifica una diminuzione di ossigeno al cervello del bambino per complicanze che occorrono durante il parto, oppure un’infezione materna contratta durante la gravidanza, non trattata correttamente e trasmessa al nascituro.

Nei casi più gravi i segni saranno evidenti fin dalla nascita con anomalie soprattutto a carico dei muscoli e del movimento (arti troppo rigidi o eccessivamente deboli, movimenti poco fluidi, dismorfismi del volto). In molti casi invece la diagnosi precoce è più difficile: in questo caso un esame neurologico, corredato da analisi strumentali (ecografia cerebrale, risonanza magnetica), è di particolare utilità. I genitori possono notare che il piccolo ritarda nel raggiungere tappe fondamentali dello sviluppo motorio come mantenere la testina, rotolarsi, sedersi, gattonare o camminare.

L'incidenza è più elevata nei nati prematuri (sotto le 32 settimane di età gestazionale) e in quelli con un peso alla nascita inferiore ai 1.500 grammi, esposti a un rischio maggiore di alterazione prolungata del flusso ematico cerebrale a causa dell'immaturità dei sistemi di regolazione fisiologica.

Per quanto riguarda il nostro Paese, purtroppo a oggi non esiste un registro italiano delle paralisi cebreali infantili. Secondo una revisione sistematica pubblicata nel 2013, la prevalenza del problema nella popolazione generale è di circa due bambini (2,11) ogni mille nati vivi. Attualmente è in corso uno studio per la sorveglianza della PCI in Europa. Per l'Italia collabora la ASL di Viterbo.

Allo studio, inoltre, in un convengo organizzato dall'università Federico II di Napoli, una rete regionale di servizi da divulgare sul territorio per facilitare l'accesso e la fruizione dei servizi. Gli esperti stanno lavorando anche alla realizzazione di un Registro regionale e di una Carta regionale dei servizi che sia di orientamento ai genitori sulla patologia e le relative cure. 

A Napoli è possibile eseguire valutazioni specialistiche multidisciplinari sia per l'inquadramento diagnostico che per il follow-up, anche con esami strumentali di elevato livello (gait analysis, studi elettroneurofisiologici), programmare ed effettuare terapie per la prevenzione e la cura delle deformità correlate alla malattia (tossina botulinica, terapia con onde d’urto, vibratoria ecc), trattamenti riabilitativi con tecnologie innovative quali la riabilitazione robotica.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
UniversitÓ Federico II di Napoli

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti