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Donne in fumo, dite basta!

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Pubblicato il: 29-03-2005

Mentre aumentano gli uomini che smettono di fumare, le donne continuano a sottovalutare i rischi della sigaretta. Ignoranza o poca volontà? Veronesi lancia un appello.

Sanihelp.it - Per secoli gli uomini sono stati gli unici a fumare, e di conseguenza a morire di tumore al polmone.
La disparità tra uomini e donne per mortalità da tumore al polmone era talmente elevata da far pensare che le donne fossero immuni da questa malattia.
Purtroppo questa ipotesi è stata negli anni tristemente smentita: oggi, nella sola Italia, 20 donne al giorno muoiono per un tumore al polmone.

In 50 anni la mortalità femminile legata alla malattia è aumentata di oltre il 600%, e oggi ha superato anche quella del tumore al seno.
Eppure le donne, e in particolare le ragazze, sembrano non capirlo: tra i 15 e i 17 anni sette su 100 fumano, mentre nel 1990 non arrivavano a cinque; lo stesso aumento si registra anche tra i 18 e i 19 anni e tra i 20 e i 24.

Più che un problema di scarsa informazione sembra essere un problema di scarsa volontà: a 18 anni l’88% delle fumatrici dichiara di aver già provato a smettere, ma senza risultato.
In realtà si tratta di un circolo vizioso: le ragazzine iniziano a fumare per sentirsi più grandi e più libere, poi si convincono di non poter più smettere e continuano fino all’età adulta, quando i coetanei uomini si convincono invece a buttar via il pacchetto.

«Forse», ipotizza Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, «le donne sottovalutano il problema perché non hanno ancora visto coetanee e amiche morire di tumore al polmone, come accade agli uomini. Però è solo questione di tempo: il veleno delle sigarette impiega decenni ad agire, e in Italia le donne hanno iniziato a fumare seriamente solo dagli anni ‘70».

Fumare, e soprattutto per molti anni, è insomma come accendere una miccia nel nostro organismo: non sola ai danni dei polmoni, ma anche della bocca, della faringe, della laringe, dell’esofago, del fegato, del pancreas, del rene, del collo dell’utero e della vescica.

La colpa è delle oltre 5000 sostanze tossiche e irritanti liberate dalla combustione della sigaretta, che in parte sono cancerogene.
E se al fumo si aggiunge anche l’alcol, poi, si genera un cocktail ancora più pericoloso: i rischi di tumori sono fino a 300 volte superiori rispetto a chi non fuma e non beve.

Ma non si parla solo di tumori: secondo i risultati del megastudio epidemiologico Interheart, il 15% degli infarti femminili è dovuto al fumo.
E per concludere il triste elenco esistono una serie di patologie non direttamente correlate al fumo, ma sicuramente influenzate: sono i tumori del seno e dell’intestino, i linfomi e le leucemie.

L’oncologo Umberto Veronesi, che ha passato la vita a occuparsi della salute delle donne, lancia l’ennesimo appello alle donne: «Per il tumore al seno le donne hanno preso coscienza dell’importanza della prevenzione fino a ridurre drasticamente la mortalità; per il cancro al polmone deve accadere lo stesso».
È ora di smettere.

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FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

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