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Italiani e salute: informati sì, ma troppo pigri per...

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Pubblicato il: 12-04-2016
Italiani e salute: informati sì, ma troppo pigri per... © Thinkstock

Sanihelp.it - Un ritratto di cui non andare del tutto fieri, quello di Danacol e TNS Italia: gli italiani, consapevoli e informati, timorosi di ammalarsi, dubbiosi su cosa sia corretto fare, poco costanti nella prevenzione, non mantengono le promesse, sono pigri, hanno bisogno di un aiuto. 

Il campione si spacca a metà (timorosi 46% vs 54%). Una preoccupazione che si fa sentire di più nelle donne (49%) ma nei più giovani (33%): un giovane su 3 non si sente sereno a riguardo. Otto italiani su 10 hanno un buon grado di consapevolezza riguardo ai principali fattori di rischio cardiovascolare e citano fumo, pressione alta, alto livello di colesterolo, sovrappeso e vita sedentaria.

Di questa popolazione ben informata, la quasi totalità (96%) non solo riconosce il ruolo della prevenzione a ogni età e identifica in una corretta alimentazione la miglior forma di prevenzione (93%), ma concorda con il concetto che la salute passi dall’alimentazione (96%).

Quattro italiani su 10 temono di non avere i soldi necessari per curarsi. Tre su 10 temono di essere malconsigliati e il 28% della fascia più giovane del campione indica tra i motivi di preoccupazione la mancanza di informazione o di tempo.

Seppure l’86% degli italiani ritiene fondamentale fare controlli periodici, solo il 40% dichiara di effettuarli veramente. Un italiano su due tende a far finta che un problema non esista fino a quando non si manifesta e il 44% cerca di ridurre esami e controlli al minimo, perché generano ansia.

Tra i buoni propositi spicca fare più movimento (42%), per i giovani fare attività sportiva (33%) e dormire di più (24%), mentre gli over 55 tenere sotto controllo il livello del colesterolo (26%) e della pressione (28%). Purtroppo alla fine solo il 3% del campione mantiene tutte le promesse fatte. Tra i motivi dell’insuccesso, spicca la pigrizia, indicata dal 39%, e la scarsa perseveranza. Un italiano su 3 dichiara di aver mentito almeno una volta al medico, uno su due di avere mentito ai familiari.

Il 67% degli intervistati indica come necessità numero uno un compagno di avventura lungo il percorso, seguita da un maggior supporto delle persone care (61%), tutte percentuali superiori a quelle che fanno riferimento all’assistenza di un consulente esperto (58%), un coach (48%) o un assistente (43%).

Il dato più curioso è che la compagnia di una persona cara è considerata utile dal 58% se è per sé stessi, ma solo dal 38% se rivolta a un familiare a cui si destinano volentieri il supporter virtuale e l’infermiere robot... Il medico di famiglia è, ancora prima degli specialisti, la figura di riferimento. È a lui (30%) che ci si affida in caso di problemi, seguono la/il partner (17%), la mamma (9%) e Internet (3%). 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Danacol TNS Italia

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