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Apnee da sonno per il 5% di italiani: i rischi per chi guida

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Pubblicato il: 13-04-2016
Apnee da sonno per il 5% di italiani: i rischi per chi guida © Thinkstock

Sanihelp.it - Secondo recenti studi italiani, il 5% della popolazione italiana è soggetta ad apnee da sonno. Essendo un problema non avvertibile dal soggetto, potrebbe essere sottostimato e quindi potenzialmente pericoloso, soprattutto quando il colpo di sonno avviene durante la guida.

Per questo, il 18 marzo 2016, nel ricordare la Giornata mondiale del sonno, l’Italia ha recepito una direttiva europea che obbliga i neopatentati e i cittadini chiamati al rinnovo della patente a sottoporsi al test medici per escludere di avere l’Osas (obstruction sleep apnea syndrome, sindrome delle apnee ostruttive del sonno).

Il sonno REM è caratterizzato da irregolarità respiratorie e ciò può comportare diversi brevi episodi di apnea che durano fino a 10 secondi. Questi, che si verificano nella fase REM oppure all'inizio del sonno, non vengono considerate patologiche.

In alcuni individui, tuttavia, episodi di apnea indotti dal sonno sono frequenti e prolungati (più di 10 secondi) e questa condizione può essere responsabile di una varietà di disturbi clinici. C’è un indice oltre il quale si corre un rischio aumentato cardiovascolare: già a partire dalle 15 apnee per ora di sonno.

Le Osas sono una patologia ancora poco conosciuta, la diagnosi arriva spesso con ritardo e questo comporta, oltre ai rischi per la salute, costi sanitari aggiuntivi per 2,9 miliardi in Italia. Secondo un’indagine svolta da Philips, su 32mila medici di famiglia, soltanto il 10% dichiara di conoscere questa malattia e il 90% vorrebbe saperne di più. 

Questa forma patologica di apnea del sonno può essere causata da cessazione dell'impulso respiratorio centrale (la cosiddetta apnea centrale) o da un'ostruzione delle vie respiratorie superiori, oppure da una combinazione di questi due meccanismi. La forma centrale di apnea del sonno è stata osservata in individui affetti da una varietà di lesioni gravi della porzione caudale del tronco cerebrale porzione dell'encefalo dove risiedono tutti centri vitali.

Le sindromi con apnea da sonno possono verificarsi a ogni età. Le cefalee mattutine, la mancanza di attenzione e un peggioramento del rendimento scolastico lavorativo possono essere alcuni campanelli d'allarme. Possono svilupparsi un'ipertensione arteriosa sistemico polmonare, una policitemia e uno scompenso cardiaco: questi sintomi, se combinati con l'obesità, sono frequentemente indicati con il termine di sindrome di Pickwick. Una patologia che interessa in Italia un uomo adulto tra i 45 e i 55 anni ogni 10, soprattutto se in sovrappeso. 

La diagnosi prevede un esame chiamato polisonnografia La terapia dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di apnea (centrale oppure ostruttiva). I percorsi terapeutici più consigliati sono la CPAP (continuous positive airway pressure, ventilazione meccanica a pressione positiva continua, ovvero un ventilatore che tiene aperte le vie aeree) per l’87% dei medici e il dimagrimento per il 78%. Utile anche assumere una posizione in decubito laterale durante il sonno, evitare il vino e altre sostanze sedative.



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