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Fino al 21 aprile, visite gratuite presso il CIOS di Milano

Occhio secco: tra prevenzione e cure dolci

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Pubblicato il: 12-04-2016

Dal 21 marzo fino al 21 aprile si celebra il “Mese della prevenzione e della cura della sindrome dell'occhio secco”, una condizione trattabile anche con l'omeopatia.

Occhio secco: tra prevenzione e cure dolci © Thinkstock

Sanihelp.it - Fino al 21 aprile, su iniziativa del Centro Italiano Occhio Secco (CIOS), si celebra il 'Mese della prevenzione e della cura della sindrome dell’occhio secco', un progetto che permette di usufruire di visite gratuite realizzate dagli specialisti del centro, mirate a individuare e curare questa patologia in coloro che sospettano una secchezza oculare o che già ne soffrono.

Nonostante si stima che interessi, solamente in Italia, il 90% delle donne in menopausa e il 50% dei portatori di lenti a contatto, infatti, l’occhio secco, tecnicamente denominato ‘sindrome da disfunzione del film lacrimale’, è tutt’oggi una condizione ancora sottovalutata, che d’altro canto però richiede l’impiego di un trattamento specifico per essere curato.

Alla base della patologia, che si manifesta con arrossamento, senso di corpo estraneo, sensazione di bruciore, prurito e fastidio alla luce, concorrono diverse cause tra cui le alterazioni ormonali (tipiche della vita di ogni donna), l’assunzione di alcune tipologie di farmaci come diuretici, anticoncezionali, antistaminici, ansiolitici, antiipertensivi e antidepressivi, nonché l’utilizzo prolungato di computer, smartphone e tablet, che costituiscono una fonte di stress per gli occhi in quanto richiedono continui adattamenti di messa a fuoco, da una distanza di lettura ravvicinata con caratteri molto piccoli a una visione dell’ambiente circostante.

Oltre ad adottare una serie di accorgimenti, come bere molta acqua e mangiare più frutta e verdura per aumenta l’idratazione generale dell’organismo e aumentare così la produzione lacrimale, controllare l’umidità dell’aria negli ambienti dove si vive, e cercare di limitare nel tempo l’utilizzo di device elettronici, anche l’omeopatia può rappresentare una valida opportunità terapeutica, in grado di donare un rapido sollievo a pazienti di tutte le età.

«Per ripristinare l’equilibrio del film lacrimale, non appena si avvertono i sintomi dell’occhio secco consiglio di instillare due gocce del collirio omeopatico Euphralia, ripetendo l’applicazione fino a sei volte al giorno – consiglia il dottor Giorgio De Santi, oculista esperto in omeopatia, dirigente medico presso l’Ospedale di Rho – Questo collirio è composto da due sostanze attive tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica nel trattamento dei più frequenti disturbi dell’occhio: Euphrasia officinalis 3 DH e Chamomilla vulgaris 3 DH».

Nei casi in cui il paziente, oltre a trovare sollievo in applicazioni fredde sugli occhi, riporti anche la sensazione di ‘bocca asciutta’, poi, è indicato il medicinale omeopatico Bryonia alba 9 CH, al quale è da preferire Alumina 9 CH se anche la pelle del viso e del corpo risultano secche ed il paziente tende a non bere molta acqua. Di entrambi vanno assunti cinque granuli, tre volte al giorno per almeno un mese.

«Quando si utilizzano per molte ore al giorno i dispositivi elettronici e si avverte affaticamento visivo da surmenage, con peggioramento serale, arrossamento congiuntivale, lacrimazione, sensazione di occhi doloranti, suggerisco Ruta graveolens 5 CH, cinque granuli, due volte al giorno per almeno un mese – prosegue il dottor De Santi – Se prevalgono sensazione di sabbia negli occhi, visione annebbiata dopo aver utilizzato a lungo i monitor, e se vi è una certa iperemotività della persona, è indicato Kalium phosphoricum 5 CH, cinque granuli, due volte al giorno per almeno un mese». 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Centro Italiano Occhio Secco (CIOS); intervista al dottor Giorgio De Santi, oculista esperto in omeopatia, dirigente medico presso l’Ospedale di Rho

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