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Curarsi con il cibo

Equilibrio ormonale e cibo: quali le connessioni?

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Pubblicato il: 18-04-2016
Equilibrio ormonale e cibo: quali le connessioni? © ufficio stampa Enervit

Sanihelp.it - Ciò che mangiamo influenza in modo importante il nostro stato di benessere, non solo nell’immediato, ma anche nel lungo termine. Scelte sbagliate a tavola - soprattutto quando ripetute nel tempo - si ripercuotono infatti in modo determinante sulla salute dell’organismo: ad approfondire il tema, è stato venerdì 8 aprile u.s. il professor Barry Sears - massimo esperto del controllo ormonale attraverso il cibo, nonché ideatore della dieta Zona - durante il suo intervento al Master Ada (Alimentazione e Dietetica Applicata), finanziato dalla Fondazione Paolo Sorbini di Milano, presso l’Università Milano Bicocca - sede di Monza.

«L’eccesso di omega-6 e carboidrati raffinati nella dieta causa l’esplosione dell’infiammazione cellulare, una condizione che non si manifesta fin da subito in modo evidente, ma può rimanere silente per molto tempo, provocando danni gravissimi all’organismo. Zuccheri e lipidi in eccesso compromettono l’equilibrio degli ormoni insulina, glucagone e degli eicosanoidi: ne conseguono un accumulo di grasso, una diminuzione della lucidità mentale, fame e stanchezza, oltre ad un aumentato rischio di sviluppo delle malattie croniche quali il diabete, l’obesità, le patologie cardiovascolari ecc.» ha spiegato il biochimico americano agli studenti.

«Il cibo agisce sul nostro corpo al pari di una potente medicina: seguendo una dieta che preveda ad ogni pasto e spuntino carboidrati, proteine e grassi nelle giuste proporzioni (proprio come insegna la dieta Zona) riusciremo a produrre effetti benefici sulla risposta ormonale, sull’espressione genetica, sul controllo dell’infiammazione e sulla biosintesi degli eicosanoidi» ha sottolineato Sears.

«Possiamo paragonare le malattie croniche ad un iceberg: possiamo riconoscerle nel momento in cui emergono dall’acqua, ma non siamo a conoscenza di tutto ciò che sta sotto la superficie prima che si manifestino. Si tratta dell’infiammazione cellulare, che può rimanere silente a lungo, nonostante stia già compromettendo la salute» ha continuato il professore. «Oltre ad una dieta bilanciata, per contrastare l’infiammazione cellulare le evidenze scientifiche confermano l’efficacia di un’integrazione a base di omega-3 e polifenoli, in particolare quelli del maqui, un super mirtillo che cresce nel sud del Cile».

Gli omega-3, anche noti come grassi buoni, sono presenti nel pesce e nelle alghe; i polifenoli sono invece i pigmenti che danno colore a frutta e verdura, e rappresentano il sistema immunitario delle piante. La loro assunzione attraverso la dieta è spesso carente, e proprio per questo il dottor Sears ne consiglia l’integrazione.

Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo, diceva Ippocrate: uno stile di vita sano che vuol dire movimento, alimentazione bilanciata, la giusta integrazione (ove necessario) e poco stress restano ancora oggi, come allora, le regole alla base del benessere.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Da un incontro con il professor Barry Sears presso l'UniversitÓ Milano Bicocca - sede di Monza

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