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In arrivo nuovi vaccini per le future mamme

Vaccinarsi in gravidanza: sì o no?

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Pubblicato il: 19-04-2016

Sono tante le domande che una futura mamma si fa: i vaccini sono sicuri? Quando farli? Gli esperti rispondono con una guida e annunciano le novità.

Vaccinarsi in gravidanza: sì o no? © Thinkstock

Sanihelp.it - Vaccinare la mamma contro alcune malattie protegge il bambino: evidenze scientifiche hanno dimostrato che un’efficace trasmissione di anticorpi materni al bambino avviene soprattutto dopo la 32° settimana di gestazione. 

Se n’è discusso al 26° Congresso ECCMID di Amsterdam durante il quale sono stati presentati anche i recenti studi su nuovi vaccini in via di sviluppo: quello contro il virus respiratorio sinciziale, che è la principale causa di mortalità infantile nel mondo dopo la malaria e quello contro le infezioni da Streptococco di gruppo B, all’origine di meningiti e sepsi neonatali.

Evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione di alcuni vaccini nelle donne gravide come quello contro la pertosse o l’influenza hanno il duplice obiettivo di proteggere la mamma e il bambino nei primi mesi di vita. 

Se da una parte durante la gravidanza sono controindicati i vaccini vivi attenuati, come quello contro il morbillo e la rosolia, possono essere invece somministrati in sicurezza e vanno raccomandati i vaccini cosiddetti inattivi a base di proteine. Sono in sviluppo, per esempio, nuovi vaccini contro l’RSV da somministrare nella donna gravida per proteggere dalla bronchiolite i lattanti con meno di 6 mesi.

La sicurezza dei vaccini è elevata e documentata dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio.

Il nuovo vaccino contro il virus sinciziale respiratorio è da somministrare nelle donne incinte per proteggere da patologie infettive i neonati con meno di 6 mesi: gli studi scientifici condotti fino a oggi hanno dimostrato che è ben tollerato ed è in grado di proteggere il bambino nei primi mesi di vita da numerose affezioni delle vie aeree, tra cui la temibile bronchiolite.

Per quanto riguarda quello contro lo Streptococco di gruppo B, secondo gli studi in corso, i bambini di donne che hanno ricevuto in gravidanza una o due dosi di vaccino sperimentale sono risultati meno soggetti al rischio di infezioni.

Ma quali sono le vaccinazioni che ogni futura mamma deve conoscere? Gli esperti di WAidid hanno deciso di preparare una linea guida, stesa da esperti multidisciplinari (pediatri, ginecologi, esperti di sanità pubblica), coinvolgendo anche importanti società scientifiche internazionali.

Difterite, tetano e pertosse (dTap): i vaccini contro la pertosse sono combinati con quelli contro la difterite e il tetano. Sebbene possa essere somministrato durante tutto il periodo della gravidanza, per una più efficace protezione del neonato da parte degli anticorpi materni, il momento ideale è tra la 27° e la 36° settimana di gestazione. Ancora oggi, nel mondo, un neonato su mille muore di pertosse.

Antipneumococco: la vaccinazione dovrebbe essere somministrata prima di una gravidanza. Tuttavia, evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione durante il secondo o terzo trimestre è sicura. Le patologie causate da Streptococcus pneumoniae, molto diffuse tra i lattanti e durante la prima infanzia, sono l’otite media acuta, le rinosinusiti, le polmoniti, le meningiti e le sepsi.

Influenza: secondo l’attuale posizione dell’Oms, tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere vaccinate, a partire dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre. Il vaccino può essere somministrato in qualsiasi trimestre ed è raccomandato per proteggere la mamma e il bambino nei primi mesi di vita.

L’influenza stagionale può comportare complicazioni respiratorie gravi che possono condurre al ricovero e al decesso, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto. Studi recenti hanno evidenziato che nel mondo tra il 10 e il 30% dei bambini soffrono di influenza: in particolare, i neonati al di sotto dei 6 mesi sono la categoria più a rischio di gravi complicanze respiratorie. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid)

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