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Terapia

Colon-retto: fondamentale il dialogo medico-paziente

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Pubblicato il: 19-04-2016

La gestione del carcinoma del colon-retto passa anche attraverso l'ascolto della storia personale del paziente: questa la nuova sfida degli oncologi, riunitisi a Milano.

Colon-retto: fondamentale il dialogo medico-paziente © Thinkstock

Sanihelp.it - Grazie alle innovazioni terapeutiche nel trattamento del carcinoma del colon-retto, l’aspettativa di vita per i pazienti che ne soffrono è migliorata, con conseguenti nuovi bisogni che variano da paziente a paziente.

È dunque fondamentale che il team specialistico dialoghi con il paziente, ascoltandone i bisogni e impostando una gestione della patologia personalizzata. Se ne è discusso durante Patients First: how to improve outcome in mCRC (Carcinoma del Colon-Retto Metastatico), un appuntamento che ha visto riuniti a Milano i principali specialisti nazionali e internazionali.

Il dottor Roberto Labianca, Direttore del Cancer Center dell’ASST (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale) Papa Giovanni XXIII, Bergamo, sottolinea: «L’ascolto della storia personale del paziente, diversa da tutte le altre nonostante la comune condizione di patologia, è il punto cardine di questo importante appuntamento dell’oncologia perché rappresenta uno strumento nuovo e potente che permette di intraprendere un patient journey efficace e che consente al paziente di essere coinvolto e proattivo».

«I farmaci biologici e in generale le notevoli innovazioni terapeutiche a disposizione degli oncologi per il trattamento del carcinoma del colon retto, ci pongono di fronte a un nuovo scenario in cui l’aspettativa e la qualità di vita sono migliori rispetto al passato. Noi medici oncologi, siamo consapevoli che i dubbi e le paure del paziente devono essere affrontati insieme al team multidisciplinare e per questo il rapporto con il paziente deve evolvere per essere al passo con i cambiamenti della storia clinica di questa patologia», aggiunge il dottor Stefano Cascinu, direttore della Struttura Complessa di Oncologia del Policlinico di Modena.

Un approccio che ponga il paziente al centro con la propria storia e i propri bisogni trova conferma nei risultati di molte indagini fatte dal Dipartimento Salute di GFK Eurisko, che ha identificato sei aree a cui il paziente pone attenzione: la relazione e la comunicazione con il medico, la logistica (accesso facilitato agli esami, trasporti), l’informazione e la formazione, il supporto psicologico, gli ambienti accoglienti e l’assistenza domiciliare.

Spiega Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento Salute di GFK Eurisko: «La necessità di essere accompagnati personalmente in questo viaggio e la possibilità di trovare nel medico e nelle persone vicine ascolto, supporto e partecipazione emergono dalle nostre ricerche come bisogni fondamentali dei pazienti. Fondamentale anche una buona comunicazione fra medico e paziente: il paziente ha bisogno di ricevere informazioni chiare, complete e coerenti riguardo alla malattia, ai percorsi di cura, alle opzioni terapeutiche possibili, alle problematiche da gestire durante la terapia. Molto importante, infine, la possibilità di un accesso tempestivo e lineare alla diagnosi e alle cure: ritardi, ostacoli, incomprensioni e incertezze nel percorso diagnostico-terapeutico accentuano il senso di impotenza e i vissuti più critici. Ogni paziente ha il suo percorso e vive in modo del tutto personale la malattia, ma per tutti arrivare rapidamente alla diagnosi e alle cure, trovare ascolto e partecipazione, avere una buona comunicazione con il medico e sentirsi ben seguiti dal team sanitario, aiuta ad accettare e affrontare la malattia con maggiore serenità e con la consapevolezza di fare tutto al meglio».



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