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Caffè, uno studio rivela: è utile anche per ridurre la fame

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Pubblicato il: 02-05-2016
Caffè, uno studio rivela: è utile anche per ridurre la fame © Thinkstock

Sanihelp.it - Può essere definito la bevanda degli italiani: ben il 96,5% consuma caffè o bevande che lo contengono, almeno saltuariamente. Gli amanti del caffè, tuttavia, non sempre conoscono i benefici che un consumo corretto ed equilibrato può apportare all’organismo: lo dimostra una ricerca internazionale dell’Institute for Scientific Information on Coffee su 4.000 consumatori in 10 Paesi europei: 7 europei su 10 ritengono di seguire uno stile di vita salutare, ma più di metà degli intervistati non conosce quali benefici possano derivare dal consumo di questa bevanda.

Gli esperti ribadiscono che 400 mg di caffeina, l'equivalente di 5 tazzine di caffè al giorno, è coerente con uno stile di vita sano ed equilibrato. Eppure il 76% degli europei intervistati dall'ISIC ha ammesso di aver bisogno di maggiori informazioni su salute e benessere.

Oltre ai ben conoscuti effetti su vigilanza e concentrazione e sulle performace fisiche (resistenza), tra i vari fronti della ricerca uno molto soprendente è quello relativo all’intestino: si è scoperto che possiede numerosissimi recettori del gusto amaro, che inviano segnali al cervello per ridurre l'appetito e rallentare lo svuotamento gastrico. Il caffe è ricchissimo di sostanze amare.

Da alcuni anni la ricerca scientifica ha permesso di scoprire l'esistenza dei recettori del gusto lungo tutto il tratto intestinale e perfino sul pancreas. In particolare sono stati osservati i recettori del gusto dolce, del grasso e del gusto amaro. I recettori del gusto amaro sono più complessi e articolati, tanto da avere un famiglia di oltre 25 geni deputati alla loro espressione.

Recentemente si è messa in relazione la stimolazione di questi recettori con la produzione di alcune sostanze (come il GLP-1, Glucagon-Like Peptide-1 e la CCK, colecistochina, ormone gastrointestinale) che agiscono a livello del sistema nervoso centrale riducendo l'appetito e a livello gastrico diminuendo la velocità del suo svuotamento. 

La preparazione e il consumo di caffè regalano un'esperienza multisensoriale che nasce dalla combinazione dei sensi della vista, dell'olfatto, del gusto e del tatto. L'esperienza è influenzata anche dalla temperatura e dal contesto in cui si consuma.

L'esperienza inizia entrando in un bar, influenzando i processi cognitivi, le emozioni e il comportamento. Prove aneddotiche suggerirebbero inoltre che la percezione dell'aroma del caffè possa avere un impatto sulla concentrazione, scatenando emozioni e ricordi. Le evidenze scientifiche suggeriscono anche che un moderato consumo può rallentare il declino cognitivo legato all’età, riducendo il rischio di malattie neurodegenerative (come le malattie di Alzheimer e Parkinson), diabete di tipo 2 e malattie del fegato.

Sul fronte della ricerca sui tumori, una recente analisi di 40 studi su oltre 2 milioni di partecipanti tra Europa, Nord America e Asia ha evidenziato che il consumo non è correlato a un aumento dei rischi e anzi, per alcune tipologie di tumore, risulterebbe associato a una diminuzione.

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