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Ipertensione: la dieta mediterranea è un fattore protettivo

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Pubblicato il: 16-05-2016
Ipertensione: la dieta mediterranea è un fattore protettivo © Thinkstock

Sanihelp.it - Si stima che gli ipertesi nel nostro Paese siano circa 15 milioni: di questi solo il 50% sa di esserlo e più del 60% non raggiunge target pressori adeguati con la terapia, nonostante sia in cura da un medico. Eppure tra i fattori di rischio per la mortalità per malattie cardiovascolari, l’ipertensione spiega il 40% dei decessi per ictus e il 25% di quelli per malattia coronarica. 

Anche le cattive abitudini alimentari possono rappresentare fattori di rischio cardiovascolare. Eppure noi italiani siamo i primi promotori e consumatori della dieta mediterranea, che diversi studi hanno dimostrato essere il modello alimentare più adatto a fornire protezione contro la malattia coronarica e il rischio cardiovascolare: è caratterizzata da un elevato apporto di olio d'oliva, frutta, noci, verdure, legumi, cereali; un consumo moderato di pesce e pollame, un basso apporto di latticini, carne rossa, salumi e dolci e vino con moderazione, consumato durante i pasti.

Uno studio scientifico pubblicato sul New England Journal of Medicine dimostra come la maggiore aderenza alla dieta mediterranea si traduca in benefici rispetto al rischio cardiovascolare, anche negli individui che presentano alti fattori di rischio quali diabete mellito, ipertensione, problemi di colesterolo, obesità o con anamnesi familiare di malattie cardiovascolari precoci.

I risultati sono coerenti con numerosi studi precedenti, dove è stata osservata una correlazione inversa tra la dieta mediterranea o il consumo di olio d'oliva e l’incidenza di ictus, nonché evidenziati i cambiamenti favorevoli nel decorso del rischio cardio-metabolico, come la presenza di lipidi nel sangue, sensibilità all'insulina, resistenza all'ossidazione, infiammazione e vasoreattività.

Per prevenire e gestire l’ipertensione, la prima regola è ridurre l'apporto di sale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera: corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina, all’incirca quelli contenuti in un cucchiaino da tè raso. Un grammo contiene circa 0,4 grammi di sodio. Negli ipertesi la diminuzione del sale nella dieta comporta mediamente una riduzione della pressione sistolica di 5 mmHg e della diastolica di 3 mmHg. 

Rendere saporiti i piatti senza usare il sale si può, per esempio con erbe aromatiche (aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio) e spezie (pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry), succo di limone e aceto.

Altre regole: scegliere, quando disponibili, le linee di prodotti a basso contenuto di sale (pane senza sale, tonno in scatola a basso contenuto di sale), consumare saltuariamente alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, olive da tavola, alcuni salumi e formaggi), limitare l’uso di condimenti alternativi contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.).



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa 2016

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