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Vacanze esotiche: l'8% dei viaggiatori si ammala

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Pubblicato il: 18-05-2016
Vacanze esotiche: l'8% dei viaggiatori si ammala © Thinkstock

Sanihelp.it - I viaggi internazionali, soprattutto in aree tropicali, comportano un elevato rischio di contrarre infezioni. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità circa l’8% dei viaggiatori diretti verso Paesi in via di sviluppo, o aree a rischio, necessita di cure mediche durante o dopo il viaggio: febbre, rash cutanei e diarrea acuta, tra i sintomi più diffusi all’origine di malattie infettive come malaria, epatiti, febbre tifoide e febbre gialla.

Quest’anno l’epidemia di Zika in Sud America, insieme all’elevato numero di casi di dengue e chikungunya, rappresentano ulteriori problemi per i viaggiatori internazionali. Quando si programma un viaggio in un Paese a elevato rischio, ricordano gli esperti, è importante essere informati sui rischi di contagio di malattie infettive non presenti in Italia.

Una corretta profilassi vaccinale ha bisogno di un tempo adeguato, differente da patologia a patologia, per garantire la protezione dalla malattia, per cui è sempre bene, quando possibile, programmare il viaggio con anticipo, tenendo presente gli aspetti legati alla sicurezza sanitaria.

Bisogna anche considerare che, in presenza di una stessa patologia, come la malaria, profilassi e la terapia possono essere diverse a seconda del Paese che si visita. A questo si aggiunge che i bambini richiedono forme di intervento specifiche, spesso diverse da quelle per gli adulti, come per  esempio nel dosaggio dei farmaci da utilizzare e la differente possibilità di impiego dei vaccini disponibili.

Tra le aree a rischio al primo posto c’è il Continente africano, seguono il Sud Est Asiatico,l’America Latina e il Medio Oriente. Anche per quanto riguarda l’Africa ci sono delle differenze: l’Africa sub-sahariana è ad alto rischio di malaria (quella che si contrae in Africa è del tipo più pericoloso), mentre nel Nord Africa, così come nel Sud est Asiatico, sono più diffuse le infezioni intestinali come epatite A, tifo e colera. Nell’America Latina, oltre all’elevata frequenza delle infezioni intestinali, sono molto frequenti infezioni virali trasmesse da zanzare (zika, dengue chikungunya). 

I medici dell’Associazione mondiale per le malattie Infettive e i disordini Immunologici raccomandano di monitare con attenzione eventuali sintomi che possono presentarsi al rientro da Paesi a rischio, dopo qualche giorno e fino al mese successivo. In caso di febbre, eruzioni cutanee, dissenteria, questi vanno immediatamente comunicati a uno specialista.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
34░ Congresso della SocietÓ Europea di Infettivologia Pediatrica (ESPID) a Brighton (UK)

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