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Paolo Ruffini testimonial contro immunodeficienze primitive

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Pubblicato il: 24-05-2016

Il conduttore è protagonista di uno spot per #ciaksivivebene, la campagna social che dà voce ai pazienti per contribuire a una loro migliore qualità di vita.

Paolo Ruffini testimonial contro immunodeficienze primitive © Rete

Sanihelp.it - Si chiamano immunodeficienze primitive, sono un gruppo di 300 malattie genetiche rare che colpiscono il sistema immunitario e riguardano circa 6 milioni di persone nel mondo. Molti, però, sono pazienti inconsapevoli, poiché solo una piccola percentuale di questi casi è ad oggi diagnosticata e censita: il ritardo diagnostico può anzi arrivare anche fino a 20 anni compromettendo seriamente la vita dei pazienti. Proprio per arginare il sommerso e i ritardi diagnostici,dar voce ai pazienti stessi e mettere in luce come, tramite una corretta diagnosi e una terapia adeguata, sia possibile avere una migliore qualità di vita; ha preso il via la campagna social #ciaksivevebene, patrocinata dall’Associazione Immunodeficienze Primitive (Aip).

Testimonial l’attore e conduttore Paolo Ruffini, chiamato a girare uno spot tv  in occasione della Settimana Mondiale delle Immunodeficienze Primitive. «Ho voluto interpretare questo spot TV - e sono lusingato che l’Aip abbia pensato proprio a me – per poter dare un contributo a questa iniziativa. Dietro a ogni malattia rara c’è una persona con affetti, sogni e speranze, e ovviamente una sensibilità che necessita di accoglienza e comprensione. É nelle emozioni che si preserva quella forza capace di contrastare l’indifferenza. Un video quindi è lo strumento forse più efficace per rappresentare il vissuto di una persona che, pur trovandosi a vivere una condizione di malattia, cerca di non arrendersi, senza cedere alla paura o alla disperazione. La vita è un'opportunità, e noi non saremo mai la malattia, ma la cura. Avere l'abilità di trasformare il limite in opportunità è la strategia migliore per poter alzare la qualità di vita, non solo di un paziente, ma di chiunque» racconta proprio Ruffini. 

«Il vero protagonista dello spot è il cameraman a cui io mio rivolgo e che racconta la sua storia vera: cosa significa vivere la malattia oggi che abbiamo a disposizione cure e trattamenti un tempo impensabili. Il traguardo può allora diventare non un vita rara ma una vita particolare, vissuta con coraggio e determinazione» rivela il testimonial. Lo spot, infatti, racconta la storia del giovane protagonista che, dai 6 ai 27 anni, è stato ricoverato in ospedale a intervalli regolari senza ottenere una diagnosi, fino a quando i medici gli diagnosticano un’Immunodeficienza Primitiva indirizzandolo verso un percorso terapeutico adeguato e, quindi, una migliore qualità di vita. Oggi, Leo vive a Roma, lavora nel cinema e si sente bene.

#ciaksivivebene è una campagna che ruota intorno alle storie dei pazienti che ce l’hanno fatta, nonostante le difficoltà, che hanno ripreso in mano la loro vita, che oggi sono sereni, nonostante tutto: i pazienti nella stessa condizione sono quindi invitati a inviare la propria storia, anche in forma anonima, attraverso la pagina web dedicata www.gascommunication.com/ciaksivivebene-immunodeficienze-primitive/  (sullo stesso sito si può vedere anche lo spot con Ruffini).  Le storie saranno poi veicolate anche attraverso la pagina Facebook Ciaksivivebene – Storie di Immunodeficienze Primitive, e contribuiranno a fare una corretta informazione sulla malattia. 



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