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Schiscia a pranzo, kebab a cena: studenti bocciati a tavola

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Pubblicato il: 31-05-2016
Schiscia a pranzo, kebab a cena: studenti bocciati a tavola © Thinkstock

Sanihelp.it - Secchioni sui libri e matricole a tavola: a dirlo è una delle prime indagini condotte in Italia sulle abitudini alimentari degli studenti universitari fuori sede, condotta dalla Fondazione Istituto Danone, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Università degli Studi di Pavia. 

Quasi il 10% degli intervistati salta il pasto più importante della giornata, la colazione. Tra quelli che la fanno, solo una minoranza privilegia alimenti salutari come yogurt (23%), cereali (quasi il 31%) e succhi di frutta (30%). Per lo spuntino, mentre i più virtuosi prediligono la frutta (30%), molti si limitano a mangiare quello che trovano al momento (17,5%).

A pranzo, il 73% dei fuori sede, che proviene in maggioranza dal Sud, predilige la schiscia, ma quasi la metà non rinuncia a ricevere, mediamente una volta al mese, cibo da casa: si tratta di una sorta di contaminazione della tradizione del Nord con quella delle culture regionali di provenienza. Alla sera il frigorifero è spesso vuoto: oltre il 60% del campione ricorre al take away almeno una volta la settimana, pizza e kebab sono gli alimenti più ordinati.

Il 74% non rinuncia all’happy hour con gli amici, almeno una volta la settimana (51%). Più del 70% beve alcol nel weekend e quasi il 35% lo fa anche in settimana, sia durante sia dopo i pasti. I fumatori sono pochi (29%), ma assidui: i più accaniti confessano di superare senza difficoltà le 5 sigarette al giorno.

Accanto ai vizi, ci sono alcune curiosità: risulta in crescita il trend dei cibi biologici (24%) e integrali (33%). Oltre il 70% dichiara di aver cambiato le abitudini a tavola diventando studente fuori sede: l’alimento più facilmente eliminato risulta il pesce (19,5%), soprattutto per ragioni di budget: 4 su 10 confessano che è il portafoglio a guidare le scelte.

Significativa la poca informazione sulle allergie alimentari: il 16% dichiara di essere allergico ad alcuni alimenti come latticini o frutta, ma la maggior parte di loro (36%) non sa quale test abbia fatto per scoprirlo o non ne ha nemmeno fatto uno.

Parallelamente all’indagine, insieme ai membri del board scientifico della Fondazione Istituto Danone, gli autori dello studio hanno individuato una lista di temi caldi sui quali accendere i riflettori e promuovere una maggiore informazione. Molte sono infatti le bufale diffuse tra i giovani studenti, per esempio: per perdere peso bisogna consumare un basso contenuto di carboidrati, il caffè fa male, miele e zucchero di canna sono meno calorici e più sani dello zucchero bianco. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Il gusto di avere 25 anni: progetto promosso dalla Fondazione Istituto Danone in partnership con l'universitÓ Cattolica del Sacro Cuore e l'universitÓ degli Studi di Pavia

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