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Hiv, un test per datare le nuove infezioni

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Pubblicato il: 01-04-2005
Sanihelp.it - Grazie a un particolare esame del sangue di pazienti HIV-positivi, d'ora in poi sarà possibile datare le infezioni più recenti, sviluppatesi fino a sei mesi prima.

Il test, messo a punto dai ricercatori del Centro Operativo AIDS (COA) dell'Istituto Superiore di Sanità, consente di conoscere con buona approssimazione il tempo intercorso tra l'inizio dell'infezione e il primo test anti-HIV risultato positivo.
In tal modo sarà possibile misurare la frequenza delle infezioni recenti e delineare meglio la diffusione dell'infezione.

Il test si basa sul cosiddetto indice di avidità anticorpale (AI), che misura la maturità degli anticorpi anti-HIV prodotti dal soggetto infetto e che è bassa nei primi mesi dopo la sieroconversione, per poi aumentare progressivamente nei mesi successivi.

L'informazione che può fornirci l'indice di avidità per HIV è fondamentale sotto il profilo epidemiologico», afferma Barbara Suligoi, responsabile della ricerca su questo nuovo test, «in quanto consente di individuare l'andamento attuale della diffusione dell'HIV, le vie di trasmissione più frequenti, le zone geografiche più colpite, i sottogruppi di popolazione maggiormente interessati».
Oltretutto si tratta di un test preciso e riproducibile, poco costoso e semplice da eseguire.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Superiore di SanitÓ

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