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Fumo passivo: 5 sigarette inquinano quanto una locomotiva

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Pubblicato il: 06-06-2016
Fumo passivo: 5 sigarette inquinano quanto una locomotiva © Thinkstock

Sanihelp.it - Quante sigarette bastano per inquinare quanto una locomotiva a gasolio? Soltanto 5. L'esperimento, condotto dal dottor Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori insieme al suo team della Tobacco Control Unit, dimostra che le quantità di PM10, quindi le polveri sottili, prodotte da una locomotiva, sono pari a quelle rilasciate da 5 sigarette.

L'esperimento si è svolto allo stabilimento Marcegaglia di Ravenna: mentre un locomotore produce 3500 microgrammi/metro cubo di PM10, una sigaretta produce 717 microgrammi/metro cubo di polveri sottili nello stesso lasso di tempo: quindi 5 sigarette inquinano quanto un locomotore a parità di tempo di emissione, dicono i ricercatori dell'Istituto.

Il fumo passivo può essere qualitativamente più dannoso del fumo attivo, in quanto le sostanze tossiche e cancerogene emesse dalla sigaretta sono più concentrate nell'aria, commentano gli scienziati. Questi esperimenti dimostrano che anche all'aperto una sola sigaretta può emettere una quantità di polveri sottili notevole.

Una ricerca dell’Istituto, pubblicata sull'European Respiratory Journal, ha misurato l'apporto del fumo passivo (SHS) sull’inquinamento ambientale outdoor, messo a confronto con quello da traffico veicolare a Milano. Due analizzatori di particolato e due sensori della nicotina sono stati installati sui balconi al primo piano di due appartamenti.

Nello studio è stato paragonato l’inquinamento di una strada molto trafficata del centro di Milano con una pedonale e caratterizzata da alti edifici che ne limitano la naturale circolazione dell’aria (strade di questo tipo vengono denominate anche street canyon).

Il risultato: nelle  ore serali, cioè tra le 18 e le 24, la qualità dell’aria era peggiore nella zona pedonale rispetto alla zona trafficata, dato correlato al fatto che, durante quelle ore, si erano concentrati nella zona ad alta concentrazione di bar e locali, il maggior numero di fumatori.

Dopo la mezzanotte, invece, quando i bar e i ristoranti chiudevano, la qualità dell’aria migliorava fino a invertire i valori rilevati, che indicavano quindi una maggior presenza di PM nella zona trafficata rispetto alla zona pedonale. A fronte dei risultati, sarebbe auspicabile l'attuazione di norme che tutelino i non fumatori dall’esposizione al fumo passivo anche in ambienti all’aperto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Nazionale Tumori

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