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Contraccettivi

Un nuovo cerotto anticoncezionale

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Pubblicato il: 21-06-2016

Ha un basso dosaggio ormonale, quindi meno effetti collaterali e, piccolo e trasparente, passa praticamente inosservato. È già in farmacia.

Un nuovo cerotto anticoncezionale © Rete

Sanihelp.it - Il 68% delle giovani donne non conosce alternative alla pillola, eppure, senza abbandonare il terreno dei contraccettivi ormonali, esistono da diversi anni soluzioni che non devono essere prese tutti i giorni per bocca: il cerotto transdermico e l’anello vaginale, a base di estrogeni e progestinici e, a base di soli ormoni progestinici, la spirale medicata e l’impianto sottocutaneo.

A questi si aggiunge ora un nuovo cerotto, piccolo, sottile, trasparente, quindi più discreto, ma anche con un dosaggio di ormoni più basso. «É a base di Gestodene e Etinilestradiolo che vengono rilasciati in maniera costante. Il Gestodene ha la caratteristica di inibire l’ovulazione con dosi più basse rispetto a quelle di altri progestinici, garantendo un ottimo controllo del ciclo e assicurando un’elevata efficacia contraccettiva. Il patch offre grandi vantaggi alle donne: la via transdermica consente di mantenere livelli ormonali costanti ed elimina la variabilità dell’assorbimento gastrointestinale. Inoltre, prevedendo un’applicazione settimanale, aumenta notevolmente la compliance della donna, fino al 98-99%» dichiara Chiara Benedetto, Direttore Struttura Complessa Universitaria Ginecologia e Ostetricia 1, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Il minor quantitativo di ormoni risponde alle esigenze delle donne: secondo una recente ricerca Doxa Pharma è proprio il bisogno di maggiore leggerezza, dopo il parere del ginecologo, a spingere la donna a scegliere o a cambiare il metodo contraccettivo, inteso come ricerca di un più basso dosaggio ormonale ma anche di modalità di assunzione più easy rispetto al dover prendere tutti i giorni una pillola. Desiderio di leggerezza strettamente correlato alla paura degli effetti collaterali, aumento di peso e cellulite i più temuti, e di possibili controindicazioni per la salute, in primis l’aumento del rischio oncologico.

Timori che spiegano il basso utilizzo della contraccezione ormonale in Italia, intorno al 19%, contro una media europea del 30-33%. «Si tratta di timori immotivati mentre invece si sottovalutano i molteplici benefici extra-contraccettivi della contraccezione ormonale come l’efficacia nei confronti della dismenorrea (dolore durante la mestruazione), della sindrome premestruale, delle irregolarità del ciclo e l’effetto preventivo nei confronti dei tumori dell’ovaio, dell’endometrio, del colon-retto e delle malattie cardiache di natura ischemica», conclude la ginecologa . 



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