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Il paziente con malattie onco-ematologiche

Malattie onco-ematologiche, mortalità in calo

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Pubblicato il: 21-06-2016

In Italia l'incidenza delle leucemie è in crescita ma, grazie ai progressi della ricerca e della clinica, la mortalità è in diminuzione. Il punto in una conferenza a Roma.

Malattie onco-ematologiche, mortalità in calo © Thinkstock

Sanihelp.it - Leucemie acute, mieloma multiplo, linfomi e leucemia linfatica cronica, leucemia mieloide cronica, neoplasie mieloproliferative e neoplasie mieloproliferative: queste le principali malattie onco-ematologiche al centro di una Conferenza Nazionale svoltasi a Roma dal titolo Il Paziente con Malattie Onco-Ematologiche.

Nell’evento, presieduto dal Professor Mario Boccadoro, Direttore Divisione Universitaria di Ematologia, Citta della Salute e della Scienza di Torino, si sono affrontati i progressi della medicina nella cura e nel trattamento delle malattie onco-ematologiche, in termini di innovazioni più recenti, ruolo della sperimentazione clinica e dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) adottati. Sono stati inoltre esposti alcuni casi clinici significativi e sono state presentate le attività delle associazioni di pazienti volte a supportare la qualità di vita, con riferimento alle nuove esigenze di continuità terapeutica territoriale e alla necessità di adeguare norme e modalità assistenziali.

Secondo i dati della Società Italiana di Ematologia (SIE), in Italia l’incidenza delle leucemie è in crescita ma, grazie ai progressi della ricerca e della clinica, la mortalità è in diminuzione.

«Registriamo circa 32.000 casi di tumore ogni anno in Italia che riguardano complessivamente le malattie del sangue, tra leucemie, linfomi e altre patologie, tuttavia un numero di pazienti crescente guarisce o cronicizza grazie alla ricerca e all’innovazione scientifica. Questo effetto positivo, da un lato, produce una maggiore sopravvivenza, dall’altro, determina una sfida organizzativa per il sistema sanitario, la sfida dell’inclusione sociale e lavorativa e dell’accesso alle terapie innovative, seppur ad alto costo», afferma il Professor Mario Boccadoro, presidente del convegno.

Il linfoma, con 14 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno, è la patologia più diffusa in tutte le fasce d’età. Al secondo posto il mieloma, con 4.500 nuovi casi ogni anno. Sono 4.000 ogni anno le nuove mielodisplasie, 2.500 le leucemie linfatiche per lo più tutte riferibili a over 65. Le leucemie mieloidi acute sono 3.200 e altre 4.000 sono le patologie legate al sangue di vario tipo.

«Il progresso della ricerca clinica nella diagnosi e cura delle malattie neoplastiche del sangue – ha spiegato il Professor Fabrizio Pane, Presidente della Società Italiana di Ematologia – ha avuto negli ultimi anni una rapida accelerazione: per patologie come la leucemia acuta promielocitica, la leucemia mieloide cronica, alcuni tipi di linfomi, la guarigione o la cronicizzazione della malattia inizia a essere molto frequente e per altri tipi di malattie, i nuovi farmaci biologici hanno modificato la storia clinica e la prognosi in modo molto significativo, preservando inoltre la normali attività della vita quotidiana dei pazienti anche durante i cicli di terapia. È molto importante e utile fare il punto di tutti i progressi, che hanno importanti implicazioni non solo mediche ma anche sociali ed economiche, in un evento come questo cui partecipano anche decisori, rappresentanti di autorità regolatorie e associazioni di pazienti».

Ha affermato il Professor Franco Mandelli, fondatore di AIL, Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma ONLUS: «Ho sempre pensato che il paziente non debba sentirsi, in nessun momento del suo percorso, abbandonato. L’AIL da questo punto di vista, agisce in maniera concreta: offre importanti prestazioni di assistenza e sopperisce spesso alle carenze del pubblico. L’Associazione finanzia infatti l’assistenza domiciliare in 50 città Italiane, un servizio che permette al malato di curarsi a casa propria, circondato dall’affetto della famiglia. L’AIL, inoltre, gestisce in 36 province le case alloggio, strutture che accolgono i pazienti e i familiari costretti a spostarsi dal luogo di residenza per le cure, offrendo sostegno medico e psicologico. Queste attività sono importantissime per migliorare la qualità di vita del malato e sono rese possibili, oltre che dalla collaborazione del personale sanitario, dall’importante sostegno dei nostri volontari».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Comunicato stampa AIL

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