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Depressione: la malattia che spaventa di più dopo il cancro

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Pubblicato il: 28-06-2016
Depressione: la malattia che spaventa di più dopo il cancro © Thinkstock

Sanihelp.it - La depressione entro il 2030 costituirà, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, la malattia cronica più diffusa. Sono quasi 4.500.000 le persone depresse in Italia e le donne, rispetto agli uomini, ne sono coinvolte in una proporzione di 2:1 sia come malate sia come caregiver.

I risultati dell’indagine condotta da Onda evidenziano come la depressione maggiore sia un disturbo psichiatrico molto temuto, diffuso e in crescita nella popolazione, rappresentando uno dei principali problemi di salute pubblica mondiale con un costo totale pari a 800 miliardi di dollari e con circa il 56% dei malati che non ricevono un trattamento adeguato, in Italia una persona con la malattia su tre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo gli intervistati, la depressione si colloca al secondo posto (27%) dopo i tumori per impatto percepito sulla vita di chi ne soffre e il 58% la considera una vera malattia alla stregua di quelle fisiche, da diagnosticare precocemente e curare. Una persona su 4 la ritiene una condizione mentale che non si può capire fino in fondo e con cui si può solo convivere.

Non viene considerata conseguenza diretta di un fattore univoco, ma percepita come il risultato di un insieme di fattori diversi. Traumi (69%) e stress (60%) sono i principali per chi ha già ricevuto la diagnosi, mentre chi non ne ha avuto esperienza ritiene che la depressione sia originata principalmente da una personalità emotivamente fragile (67%).

Secondo il campione intervistato, i principali sintomi sono di natura emotiva come i pensieri negativi (69%), la solitudine (67%) e la tristezza (63%). L’impatto sulla qualità di vita è drammatico per il malato così come per tutta la famiglia, poiché incide sul funzionamento individuale e sociale della persona, riducendo la capacità di interpretare un ruolo nelle attività in ambito familiare, socio-relazionale e lavorativo. Per 1 intervistato su 3 anche i disturbi cognitivi, come la difficoltà a prendere decisioni e a mantenere la concentrazione, provocano un forte impatto sulla vita.

In un recente studio in via di pubblicazione, che ha coinvolto in 18 centri specializzati per la cura della depressione oltre 700 persone, è emerso che trascorrono 23 mesi tra comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi a un medico, mentre il tempo prima di ricevere una diagnosi è di 25,5 mesi.

I risultati della review evidenziano un costo diretto per malato compreso tra 1.451 e 11.482 euro all’anno. Il costo indiretto, invece, varia tra  1.963 e 27.364 euro. Tra i costi diretti, lo sbilanciamento tra il peso delle ospedalizzazioni per complicanze rispetto alle prestazioni di diagnosi e ai trattamenti farmacologici suggerisce che modelli di presa in carico globale del malato e percorsi ad hoc potrebbero migliorare la gestione della patologia.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio nazionale sulla salute della donna

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