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Chi promette di suicidarsi in due terzi dei casi lo fa

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Pubblicato il: 29-06-2016
Chi promette di suicidarsi in due terzi dei casi lo fa © Thinkstock

Sanihelp.it - Qual è la relazione tra manifestare la volontà di suicidarsi e il rischio effettivo che il proposito si realizzi? Uno studio, coordinato dall'università La Sapienza di Roma, in collaborazione con un team dell’Università di Genova, e pubblicato su Psycological Medicine, ha messo insieme i risultati di 36 studi pubblicati sul tema, relativi a una popolazione di 14.601 persone che si sono tolte la vita.

I risultati mostrano che il 44,5% dei soggetti aveva comunicato l’intenzione di morire attraverso affermazioni verbali, lasciando messaggi scritti o altro tipo di indizi, con un intervallo di confidenza che varia dal 35,4% al 53,8%. Tuttavia, il valore predittivo di queste comunicazioni sembra variare tra i diversi gruppi di età: tra gli adolescenti questi messaggi sarebbero associati in modo meno specifico al rischio effettivo di suicidio rispetto agli adulti.

La comunicazione suicidaria spesso rappresenta il momento iniziale del percorso di riconoscimento e quindi di trattamento del disagio psichico, spiegano i coordinatori dello studio. Per questo una sua corretta comprensione e interpretazione può essere decisiva nel prevenire del suicidio e contribuisce a salvare le vite.

La prevenzione del suicidio è una delle principali sfide per le organizzazioni di salute mentale in tutto il mondo. Questo studio è stato il primo a fornire una stima complessiva e precisa di questo fenomeno e può contribuire a una migliore conoscenza in materia di prevenzione del suicidio.

Un luogo comune molto diffuso afferma che chi dice di volersi suicidare raramente lo fa davvero. Così, le persone che comunicano il desiderio di morire rischiano di non essere presi sul serio dai propri cari o dai medici. Al contrario, alcuni studi finora condotti suggeriscono che fino a due terzi delle persone morte per suicidio aveva dato qualche indizio delle loro intenzioni.

Indizi del proprio disagio, in modo conscio od inconscio, possono essere una dichiarazione esplicita di impotenza, una richiesta di aiuto o un sentimento di profonda disperazione. Tuttavia, la comunicazione suicidaria può anche essere indiretta, ambigua, umoristica o eufemistica, pertanto il destinatario può avere difficoltà nel comprenderne la gravità, concludono i ricercatori.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
La Sapienza

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