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Logopedia: Come riconoscere i disturbi del linguaggio

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Pubblicato il: 04-07-2016
Logopedia: Come riconoscere i disturbi del linguaggio © Thinkstock

Sanihelp.it - Branca della medicina che si occupa dei disturbi del linguaggio e della comunicazione, la logopedia ha una funzione preventiva, educativa e rieducativa della comunicazione, del linguaggio scritto e della voce in tutte le fasce d’età dell’uomo (infanzia, età adulta e vecchiaia).

Il logopedista è dunque una figura professionale che si occupa di lavorare sulla difficoltà di comunicazione sia per quanto riguarda la componente verbale sia per ciò che concerne la componente non verbale.

Le tappe evolutive dello sviluppo linguistico del bambino

Nonostante quello che si possa immaginare, apprendere a parlare non è sempre un percorso così facile per un bambino. In alcuni casi può capitare che un bambino abbia difficoltà nell’apprendere a parlare o incontri problemi nel pronunciare alcune parole.

La logopedia dell’età avolutiva ha proprio il compito di individuare le tappe evolutive dello sviluppo linguistico del bambino e il momento in cui dovrebbero essere raggiunte. Generalmente si distinguono 5 tappe evolutive:

Primi 2 mesi di vita: Il neonato produce suoni associati al pianto. In questa fase i meccanismi vocali non sono ancora sviluppati, il bambino dunque non è in grado di produrre suoni linguistici, dunque l’unica forma di comunicare che ha è il pianto.
Da 2 a 6 mesi: In questa fase avviene l’evoluzione dei meccanismi locali e compaiono i primi suoni vocalici. Verso i 3 mesi inizia la fase del balbettio (vocali semplici o unite a consonanti), mentre a 6 mesi il bambino inizia la fase in cui imita alcuni suoni semplici.
Da 9 a 13 mesi: in questa prima fase compaiono le prime parole, per lo più legate all’ambiente che circonda il bambino o all’attività che sta svolgendo. A 12 mesi il bambino esprime con una sola parola una frase complessa (olofrase)
Da 15 a 20 mesi: Grazie ad una maggior consapevolezza di sé il bambino è in grado di sviluppare frasi più articolate. A 18 mesi il vocabolario del bambino si amplia notevolmente e la sua capacità di apprendere parole migliora incredibilmente.
Dai 2 ai 3 anni: Al raggiungimento dei 2 anni il bambino è in grado di formulare frasi composte da 2 o 3 parole. In questa fase l’apprendimento del significato avviene per associazione,mentre l’apprendimento dei suoni avviene per imitazione.

Quando rivolgersi al logopedista

Secondo le ricerche il 5-7% dei bambini in età prescolare presenta disturbi specifici del linguaggio (DSL), percentuale che si riduce all’1-2% in età scolare. Tuttavia le statistiche ci dicono che più della metà dei bambini con Disturbi specifici del linguaggio presenterà un disturbo specifico di apprendimento della lettura, scrittura e/o calcolo (dislessia, disortografia e discalculia). Questi dati ci fanno capire come se da un lato non è necessario allarmarsi eccessivamente, è altrettanto vero che dall’altro è comunque importante monitorare la situazione del bambino e l’evoluzione della situazione.

In linea generalei logopedisti individuano 3 indicatori di rischio che potrebbero indicare eventuali DSL:

12 mesi, difficoltà di comprensione del linguaggio
24 mesi, produzione di meno di 10 parole e difficoltà di comprensione;
30 mesi, produzione di meno di 50 parole, difficoltà di comprensione e difficoltà a combinare 2 parole

Prima di effettuare una vera e propria terapia logopedica è comunque importante effettuare prima una valutazione approfondita per conoscere il soggetto, la problematica di cui soffre e soprattutto per creare quello che viene definito il profilo comunicativo-linguistico.

La logopedia è dunque una terapia che varia in base al soggetto e al relativo disturbo di cui soffre quest’ultimo. La valutazione logopedica serve dunque ad assumere tutte le informazioni necessarie per intervenire in maniera specifica e personalizzata. Generalmente tale valutazione si effettua in 3 fasi. La prima fase è un semplice colloquio tra logopedista e genitori, in alcuni casi anche con il bambino, per raccogliere più informazioni possibili e definire il possibile problema. Nella seconda fase logopedista e bambino effettuano più incontri nei quali lo specialista, sempre sotto forma di gioco, effettua alcuni test. Nella terza e ultima fase lo specialista incontra nuovamente i genitori per dare loro un reseconto nel quale viene individuato l’eventuale problema e la terapia da seguire.

Una volta decisa la terapia logopedica che il bambino dovrà seguire è importante dare continuità alle sedute. In merito alla durata della terapia questa può variare da poche settimane a qualche anno, tutto dipende dal soggetto e dal disturbo sul quale bisogna lavorare.

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