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Gerry Scotti adotta ancora scienziati di talento

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Pubblicato il: 05-07-2016

Per il sesto anno consecutivo il conduttore sostiene quattro nuovi progetti di ricerca raggiungendo quota 24 ricercatori adottati.

Gerry Scotti adotta ancora scienziati di talento © Rete

Sanihelp.it - È diventato ormai un appuntamento fisso quello di Gerry Scotti, testimonial della campagna 5x1000 di Humanitas, con il sostegno alla ricerca scientifica: anche quest’anno il conduttore, oltre a prestare volto e voce alla campagna dell’ospedale di Rozzano, ha messo mano al proprio portafoglio per adottare i progetti di quattro giovani scienziati di talento, che si aggiungono ai 20 già sostenuti negli anni scorsi.

Tra i quattro, che hanno ricevuto l’assegno lo scorso 21 giugno, due gli Italiani: Marina Baretti, specializzanda in Oncologia, che studia il tumore del pancreas presso il Cancer Center di Humanitas diretto dal professor Armando Santoro e Ciro Menale, che lavora presso il Laboratorio Genoma Umano del CNR diretto dalla dottoressa Anna Villa e sta approfondendo gli studi sulle malattie del metabolismo osseo e, in particolare, sta indagando il ruolo dell’enzima DPP3 nell’osteoporosi

È olandese, invece, Jolanda Brummelman, che, nel Laboratorio di Immunologia Traslazionale diretto dal dottor Enrico Lugli, analizza le cellule del sistema immunitario presenti nel tumore al polmone per identificare nuovi target di immunoterapia. Di nuove immunoterapie per lo scompenso cardiaco si occupa invece Kapka Miteva, di origine bulgara che lavora presso il Laboratorio di Immunità Adattativa diretto da Marinos Kallikourdis.

«La generosità di Gerry Scotti contribuisce a far entrare e trattenere nel nostro Paese quattro giovani di talento che hanno effettuato importanti esperienze all’estero» spiega il professor. Alberto Mantovani, Direttore Scientifico Humanitas e docente di Humanitas University. «I loro progetti di ricerca affrontano sfide fondamentali per la Medicina. Migliorare la comprensione dei meccanismi del sistema immunitario può infatti portare allo sviluppo di nuove cure e di approcci di immunoterapia per malattie fra loro molto diverse, ma che hanno in comune una componente infiammatoria: tumori, malattie del metabolismo osseo, scompenso cardiaco».

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Comunicato stampa

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