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Attenzione al medico, alla sede operatoria e alle protesi

Mastoplastica additiva, i requisiti per la sicurezza

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Pubblicato il: 08-07-2016
Mastoplastica additiva, i requisiti per la sicurezza © Thinkstock

Sanihelp.it - Titoli del medico, caratteristiche della sede operatoria, tipologia delle protesi impiantate: sono questi gli elementi da verificare prima di sottoporsi in sicurezza alla mastoplastica additiva, uno degli interventi di chirurgia plastica più eseguiti nel mondo, che in Italia troppo spesso avviene ai limiti della legalità. A far scattare l’allarme è la SICPRE, la società scientifica che raccoglie l’80% dei chirurghi plastici italiani. In una lettera indirizzata all’Associazione Italiana Ospedalità Privata, che riunisce 500 case di cura su tutto il territorio nazionale, la SICPRE ricorda la legge del 5 giugno 2012 n.86, in vigore a tutti gli effetti ma spesso ignorata. «L’articolo 3 della legge stabilisce quali sono gli operatori che possono eseguire l’impianto di protesi a fini estetici», spiega Giorgio De Santis, presidente SICPRE.

In base a quanto previsto dalle legge, che tra l’altro istituisce il registro delle protesi e vieta l’intervento alle minorenni, la mastoplastica additiva può essere eseguita dagli specialisti in Chirurgia Plastica e dai medici che, alla data di entrata in vigore della legge, sono in possesso del titolo di specialista in Chirurgia Generale, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Toracica o hanno svolto attività chirurgica equipollente nei 5 anni precedenti. Insomma, l’intervento di mastoplastica additiva non può essere eseguito da un qualsiasi medico, anzi. La regola sembra in piena concordanza col buonsenso, ma spesso le cose non vanno così. «Chi si farebbe operare per un problema alla vista da un medico che non è specialista in Oculistica? — chiede De Santis —. Lo stesso dovrebbe valere quando si prende in considerazione di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica senza rivolgersi a un chirurgo plastico».

Altri elementi possono poi pregiudicare la sicurezza dell’intervento, a iniziare dalla sede operatoria. La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico vero e proprio e per questo la SICPRE ricorda che «deve avvenire in una struttura adeguata e idonea, nella quale operano e sono presenti anestesisti. Perché la sicurezza non viene dall’ignorare i rischi, sempre presenti in tutte le attività umane, ma dall’affidarsi a professionisti seri e preparati, in grado di affrontare le possibili evenienze negative nel migliore dei modi, a tutto vantaggio della sicurezza».

Last but not least, c’è la questione prezzo. «Le protesi stesse hanno un costo – ricorda ancora De Santis -: un intervento di mastoplastica additiva a 2.000 euro, come spesso proposto sul web, non può in alcun modo essere eseguito con dispositivi idonei e in sedi idonee».

No al risparmio, insomma, se di mezzo ci sono salute e sicurezza. 

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SICPRE

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