Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Meno malattie cardiache per chi ha genitori longevi

di
Pubblicato il: 01-09-2016
Meno malattie cardiache per chi ha genitori longevi © Thinkstock

Sanihelp.it - Si stima che la mortalità per malattie cardiovascolari sia circa il 45% totale in Europa e che causi 4,35 milioni di decessi ogni anno. Ma i disturbi di cuore e vasi sono anche la causa principale di disabilità e di ridotta qualità di vita, eppure buona parte di esse sarebbero prevenibili agendo sugli stili di vita.

L’OMS stima che una riduzione anche modesta ma simultanea della pressione arteriosa, dei livelli di colesterolo nel sangue, dell’obesità e del fumo potrebbe ridurre di più del 50% l’incidenza delle malattie cardiovascolari. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutti i decessi, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.

Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. In Italia, secondo l'ISTAT, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. E secondo la Relazione sullo stato di salute del Paese del 2000, il 23,5% della spesa farmaceutica italiana, pari a 1,34% del PIL, è destinata a farmaci per il sistema cardiovascolare.

Il prossimo obiettivo della comunità scientifica è lavorare sulla prevenzione e sulla modificazione degli stili di vita. Così come recentemente pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, oggi si conoscono determinanti sempre più remote, per esempio il rischio individuale di morte per malattie cardiache è del 20% più basso per ogni decade di vita vissuta da almeno uno dei genitori oltre i 70 anni.

Se uno o entrambi i genitori hanno spento le 70 candeline, si acquisisce un interessante bonus: il 16% di mortalità in meno per tutte le cause. Quelli con i genitori più longevi hanno mostrato una salute migliore con una più bassa incidenza di patologie vascolari, coronariche, episodi di infarto e ictus. In parte grazie a varianti genetiche protettive che hanno effetti su pressione, massa corporea, livelli di colesterolo e trigliceridi, ecc.

Nella ricerca, la longevità dei genitori era associata a una maggiore educazione, introito economico e attività fisica e una prevalenza più bassa di fumo e obesità. Ma anche per quelli che non godono di questo vantaggio familiare, è possibile agire sulle abitudini e gli stili di vita: camminare regolarmente, mangiare sano, e non fumare è già un ottimo inizio. 

Uno dei temi più dibattuti durante il congresso è la prevenzione della morte cardiaca improvvisa, definita come una morte naturale, preceduta da improvvisa perdita della conoscenza, che si verifica entro un'ora dall’inizio dei sintomi, in soggetti con o senza cardiopatia nota preesistente, ma in cui l’epoca e la modalità di morte sono imprevedibili.

I dati epidemiologici dell’OMS  parlano di un caso ogni mille abitanti l’anno per un totale di 350mila morti negli Stati Uniti e 50mila in Italia, circa 1200 al giorno. Tra questi si contano anche circa 1000 giovani con meno di 35 anni. Le aritmie fatali più spesso colpevoli di arresto cardiaco sono le aritmie ventricolari e, tra queste, la fibrillazione ventricolare è la più comune.

Secondo i dati internazionali più recenti, l’80% degli arresti cardiaci extra ospedalieri è avvenuto a domicilio e, in quasi la metà dei casi, in assenza di testimoni. Il 20% circa degli eventi avviene, invece, in strada o in ambienti pubblici. La disponibilità di defibrillatori automatici nei luoghi pubblici, utilizzati anche da personale adeguatamente istruito, riveste un ruolo fondamentale.

Un recente studio condotto in Spagna ha documentato che il 42,5% degli individui trattati con defibrillatori recuperava la circolazione spontanea. La ricerca ha mostrato che uno su 4 era candidato all’uso del defibrillatore e la metà di quelli sottoposti a shock sono stati successivamente trattati con successo dei dipartimenti di emergenza. Questi dati traslati alla realtà italiana indicano che dei 50.000 casi italiani l’anno, un quarto potrebbe salvarsi con il defibrillatore.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso ESC 2016

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?

Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti