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Il ruolo dell'alimentazione

Dieta mediterranea, alleata della prevenzione

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Pubblicato il: 30-08-2016

Secondo una ricerca italiana, seguire la dieta mediterranea è un valido aiuto nel difendersi dall'insorgenza dei tumori della testa e del collo.

Dieta mediterranea, alleata della prevenzione © Thinkstock

Sanihelp.it - La prevenzione si gioca anche a tavola; una recente ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, rivela come la dieta mediterranea possa contribuire a ridurre il rischio di tumore della testa e del collo, una delle neoplasie più frequenti. Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Cancer Prevention, è stato coordinato dalla professoressa Stefania Boccia dell’Istituto di Sanità Pubblica della Cattolica assieme alla dottoressa Gabriella Cadoni dell’Area Testa Collo del Policlinico A. Gemelli.

I tumori della testa e del collo coinvolgono soprattutto la laringe, la faringe e la bocca. Nel 2015 sono stati diagnosticati in Italia circa 9.200 nuovi casi. I principali fattori di rischio sono il fumo e il consumo di alcolici. L’infezione da papillomavirus umano rappresenta un altro importante fattore di rischio, ma solo per i tumori dell’orofaringe.

La dieta mediterranea prevede il consumo quotidiano di cereali, frutta, ortaggi e verdura, legumi, latte e yogurt, olio di oliva; il consumo frequente di uova e alimenti di origine animale (pesce e carni bianche); il consumo moderato di dolci e carne rossa. La dieta mediterranea comprende anche il consumo di moderate quantità di vino durante i pasti.

Il gruppo di ricerca ha utilizzato i dati relativi ai pazienti del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, per un totale di circa 500 casi di tumore della testa e del collo e oltre 400 individui senza patologie tumorali (il cosiddetto gruppo di controllo).

I ricercatori hanno utilizzato un indice da 0 a 12 punti, per valutare l’aderenza dei pazienti alla dieta mediterranea. Il calcolo del punteggio ha tenuto conto di sei componenti dietetiche: frutta, verdura, legumi, pesce, carne, alcol. Per ciascun componente è stato assegnato un punteggio di 0, 1 o 2 sulla base delle porzioni assunte giornalmente o settimanalmente. Il punteggio massimo era legato a un consumo giornaliero di frutta superiore alle 2 porzioni (>300 grammi), un consumo giornaliero di verdura superiore a 2-3 porzioni (>250 grammi), un consumo settimanale di legumi superiore a 2 porzioni (>140 grammi), un consumo settimanale di pesce superiore a 2-3 porzioni (>250 grammi), un consumo giornaliero di carne inferiore a 1 porzione (<80 grammi), un consumo giornaliero di alcol (vino, birra e superalcolici) compreso tra i 12 e i 24 grammi.

La professoressa Stefania Boccia ha così commentato: «Quello che emerge dal nostro studio è che seguire la tradizionale dieta mediterranea riduce il rischio di tumori della testa e del collo. Nello specifico, è stato osservato che gli individui che avevano un punteggio di aderenza alla dieta mediterranea superiore a 6 avevano un rischio di tumori della testa e del collo ridotto del 50% rispetto a chi aveva un punteggio minore di 4. È stato inoltre osservato che un'alta aderenza alla dieta mediterranea è stata riscontrata solo nel 10% dei soggetti senza patologie tumorali. La sfida più importante è quindi come motivare i cittadini ad alimentarsi in modo corretto. Politiche sanitarie efficaci possono e devono influenzare le scelte individuali, informando i cittadini e i professionisti sanitari dei rischi causati da comportamenti alimentari errati».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma

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