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Vitamina D: 8 italiani su 10 sono carenti

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Pubblicato il: 26-09-2016
Vitamina D: 8 italiani su 10 sono carenti © Thinkstock

Sanihelp.it - Sono soprattutto bambini e adolescenti, over 55 e donne in menopausa -  l’80% della popolazione italiana -  a essere carenti di vitamina D, con possibili ricadute negative per l’organismo, come osteoporosi e disturbi cardiovascolari. Nel Bel Paese, infatti, la vitamina del sole è agli stessi livelli da 20 anni e il contributo dalla dieta è inferiore rispetto ad altri Paesi europei, mentre quello dell’esposizione al sole interviene al massimo per il 30%.

Durante i mesi freddi, bisogna quindi seguire una dieta ricca di alimenti che contengono vitamina D, come i prodotti ittici che rappresentano il 38% dell’apporto totale di questo nutriente. Tra tutti, il tonno in scatola, uno degli alimenti più amati dagli italiani (presente nel 94% delle dispense italiane – dati Doxa/ANCIT): con 16 microgrammi per 100 g di prodotto è secondo solo alle aringhe, quanto a contenuto di questo nutriente.  

«Il principale ruolo della vitamina D - afferma il professor Pietro Migliaccio, presidente onorario della Società Italiana di Scienza dell’alimentazione - è quello di mantenere un'adeguata mineralizzazione dello scheletro attraverso il controllo delle concentrazioni sieriche del calcio e del fosforo. Ciò consente di raggiungere nella vita adulta il migliore picco di massa ossea, cioè l'ottimale mineralizzazione e densità scheletrica per la prevenzione dell'osteoporosi dopo la menopausa o nel periodo senile».

Recenti studi hanno dimostrato anche l'importanza della vitamina D nei processi biologici che intervengono nel potenziamento del sistema immunitario. Infine si ritiene che la vitamina D abbia un ruolo importante nella prevenzione delle malattie vascolari: ha un ruolo protettivo su tutti i vasi e interviene nei processi biologici che regolano la contrattilità delle arterie.

La vitamina D è sintetizzata dalla cute per esposizione diretta alla luce solare. Si presta quindi a essere più facilmente assorbita nella bella stagione, in particolare durante le giornate al mare, a caccia della tintarella perfetta. Non altrettanto in autunno e inverno ed è proprio in questo periodo dell’anno che bisogna correre ai ripari, compensando attraverso l'assunzione di alimenti come il pesce in scatola, tonno e salmone in primis.

«Nelle cellule dell'epidermide - afferma Migliaccio - è presente un precursore che si trasforma in vitamina D quando viene colpito dalle radiazioni ultraviolette B, ragion per cui d’estate con un’esposizione diretta e prolungata al sole c’è una maggiore tendenza all’assorbimento naturale di questo nutriente. Durante l’autunno e inverno, quando si passa meno tempo all’aria aperta, bisogna puntare di più sulla dieta». 

Secondo i Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) l'assunzione adeguata di vitamina D è pari a 15 microgrammi giornalieri per bambini, adolescenti e adulti e aumenta a 20 µg/die oltre i 75 anni. «La pubertà -  afferma il professor Migliaccio -  è un periodo di elevata crescita muscolo-scheletrica. Consentendo l'ottimale assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale, la vitamina D permette un normale sviluppo del tessuto osseo scheletrico. Gli anziani invece hanno di per sé una riduzione della capacità di sintesi di vitamina D e spesso escono poco di casa. In alcuni casi la carenza è aggravata da un'alimentazione monotona e insufficiente per difficoltà di masticazione o mancanza di appetito». 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Nazionale Conservieri Ittici

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