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Tutti pazzi per il cibo sano: attenti 6 italiani su 10

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Pubblicato il: 27-09-2016
Tutti pazzi per il cibo sano: attenti 6 italiani su 10 © Thinkstock

Sanihelp.it - Oltre 2 italiani su 3 (67%) si dichiarano preoccupati degli ingredienti artificiali contenuti nei cibi. In Spagna sono il 60%, nel Regno Unito il 55%, in Germania il 53%. Uno su 5, rispetto al 15% della media europea, vorrebbe sugli scaffali dei supermercati più alimenti alternativi alla carne, composti da proteine di origine vegetale.

Per il 66% dei consumatori italiani il cibo fatto in casa è considerato più sano e per il 62% più sicuro (in Europa il posizionamento è più alto, rispettivamente pari a 78% e 75%), ma un italiano su 4 sceglie di andare al ristorante almeno una volta la settimana o più spesso.

È quanto emerge da una ricerca Nielsen, secondo cui il 63% dei connazionali afferma di essere attento all’alimentazione per prevenire alcune malattie croniche (obesità, diabete, colesterolo alto, ipertensione) mentre il 53% si dichiara disponibile a pagare un prezzo più alto per cibi che non contengono elementi indesiderati. D’altra parte, è solo il 37% a essere disposto a sacrificare il gusto per un cibo più salutare.

Secondo la ricerca, sono individuabili 5 macro trend: il progressivo aumento dell'età media della popolazione, una crescita dei tassi delle malattie croniche come ipertensione e diabete, le allergie o intolleranze per determinati cibi, l’affermarsi dell’atteggiamento propenso all’autodiagnosi del proprio stato di salute, la crescita di consumatori informati e connessi. 

I dati sul vissuto degli italiani nel campo dell’alimentazione spiegano i trend di mercato: i prodotti appartenenti al paniere benessere e salute, monitorato da Nielsen Trade, hanno fatto rilevare su base annuale una variazione positiva delle vendite a volume pari a +8,4% e a valore (giro d’affari) del +9%.

Oltre un terzo (36%) della popolazione globale dichiara di essere allergico a uno o più cibi, quasi due terzi (64%) segue una dieta restrittiva. Il 18% evita i grassi e l’11% i carboidrati. In Italia, d’altra parte, si riscontra una minore propensione a non consumare gli zuccheri: il dato nazionale riferito a quanti evitano i dolci è pari al 9%, in Europa al 22%.

Tra le allergie e intolleranze più comuni si riscontrano quelle al lattosio e derivati (8%) e al glutine (5%). Il 23% degli italiani dichiara di essere affetto da allergia o che ne soffre un membro della propria famiglia. Oltre la metà degli italiani a dieta restrittiva per scelta o intolleranza (53%) dichiara un grado di soddisfazione adeguato all’offerta corrente nei supermercati, contro una media europea pari al 49%. 

Emerge anche un filone di pensiero back to basics, il ritorno agli elementi base dell’alimentazione: il 66% dichiara di non assumere prodotti animali contenenti antibiotici e ormoni, il 65% evita coloranti artificiali, il 62% i conservanti, il 60% gli OGM, il 59% gli aromi ottenuti con additivi estranei ai prodotti stessi. Il 72% si dichiara molto interessato a conoscere la composizione degli alimenti. Il 55% richiede più prodotti naturali, il 49% senza coloranti artificiali, il 43% senza aromi aggiuntivi, il 41% senza OGM e il 36% alimenti biologici.

Aumenta il successo anche dei cosiddetti alimenti less is more, che risultano dalla composizione del minor numero possibile di ingredienti: il 42% (vs media UE pari al 34%) degli italiani richiede maggiore assortimento di prodotti a basso contenuto di grassi o senza grassi, il 31% di prodotti senza zucchero, il 25% senza sale, il 21% ipocalorici, il 13% senza lattosio, il 6% senza glutine. Il 23% si esprime a favore di confezioni alimentari che offrano la disponibilità di porzioni controllate. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Survey di Nielsen Global Health and Ingredient-Sentiment e Global Out-of-Home Dining

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