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Chirugia intima: cosa c'è da sapere prima di rifarsi... lì

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Pubblicato il: 29-09-2016
Chirugia intima: cosa c'è da sapere prima di rifarsi... lì © Thinkstock

Sanihelp.it - Cadono i tabù e sempre più donne, anche in Italia, ricorrono alla chirurgia plastica intima. In un anno gli interventi sono stati 3.300 interventi (dati Aicpe 2014): appena l’1,3% rispetto al numero totale delle operazioni di estetica eseguita, ma il fenomeno è in crescita.

«Spesso gli interventi di chirurgia plastica intima servono a liberare la donna da un complesso psicologico e a farla sentire meglio con il proprio corpo, in altri casi risolvono problematiche che compromettono la vita sessuale o impediscono di svolgere le normali attività – dice Gianfranco Bernabei, socio Aicpe e presidente dell’Associazione Europea di Ringiovanimento e Chirurgia Plastica Estetica Genitale (Arpleg) -. Importante ponderare bene la possibilità di operarsi: si tratta di zone delicate in cui i rischi sono non solo estetici, ma anche funzionali». 

L’intervento più richiesto è la labioplastica, ossia il rifacimento delle piccole (a volte anche delle grandi) labbra. «L’aspetto delle piccole labbra vaginali naturalmente varia da donna a donna – spiega Bernabei - Generalmente le piccole labbra di grandi dimensioni o asimmetriche sono congenite, in altri casi i cambiamenti si manifestano dopo i parti o nel corso degli anni. Alcune donne richiedono un intervento per ragioni estetiche, ritenendo erroneamente che le piccole labbra di dimensioni ridotte siano un segno di giovinezza, mentre altre lamentano disagi o irritazioni indossando indumenti intimi o jeans attillati e nella pratica di attività sportive».

«Usare uno specchio durante la visita, per far vedere i difetti o le asimmetrie che ritiene di dover correggere. Il medico può quindi spiegare i risultati che si possono raggiungere, in modo da capire se l’obiettivo è comune - afferma Bernabei - È importante far capire non solo quale sarà il risultato finale, ma anche il percorso per raggiungerlo. Subito dopo l’intervento non si avrà il risultato definitivo, ma sarà necessario passare attraverso una fase che offrirà una visione deformata del risultato» spiega il socio Aicpe.

In crescita gli interventi di chirurgia secondaria, ossia eseguiti dopo che un primo intervento non è andato come sperato o ha causato danni. «Non tutti i danni provocati da un chirurgo impreparato sono riparabili, come capita quando in una labioplastica si asporta troppo tessuto. Ci sono poi donne deluse dall’intervento, anche quando è stato eseguito bene: non c’è stata un’intesa perfetta tra medico e paziente sul risultato» spiega Bernabei. 

«A richiedere questo tipo di intervento sono donne di tutte le età – afferma lo specialista -. Ci sono giovani e giovanissime che desiderano risolvere problematiche funzionali, donne che hanno avuto problemi dopo il parto,  persone avanti con l’età che subiscono gli squilibri ormonali della menopausa».

Lo sbiancamento dell’area perineale è più un mito che una realtà. «Negli Stati Uniti è di moda, ma comporta diversi rischi – spiega Bernabei -. Si pratica con il peeling chimico, che porta a un leggero schiarimento, ma deve essere ripetuto ogni anno. Si può fare anche con il laser CO2 o altri tipi di laser, che danno buoni risultati subito, ma possono causare recidive. Questi trattamenti possono causare infiammazione e problemi in fase post operatoria».

L’intervento più diffuso tra le donne che hanno partorito è la vaginoplastica, il ringiovanimento vaginale, per  risolvere i sintomi legati al rilassamento con perdita di tono della muscolatura perineale e della parete vaginale posteriore, per migliorare la funzionalità e l’attività sessuale. Diverse sono le tecniche possibili, tutte con l’obiettivo di stringere l'interno del canale vaginale e diminuire l’apertura vaginale.

Alcuni interventi di chirurgia plastica intima hanno uno scopo prettamente estetico. Tra questi il ringiovanimento vulvare, per migliorare l’aspetto esterno dei genitali femminili, la liposcultura del mons pubis e delle grandi labbra, tramite tecniche di lipoaspirazione e tecniche di innesto di grasso autologo (o lipofilling), utilizzato soprattutto per grandi labbra ipotrofiche o prosciugate con l’età.

Ginecologo o chirurgo plastico? Dipende. Se i chirurghi plastici possono intervenire per ottenere migliori risultati estetici, i ginecologi sono il punto di riferimento per problematiche funzionali. In caso di situazioni che coinvolgano entrambe gli aspetti è essenziale la presenza di entrambi gli specialisti in sala operatoria.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica

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